LA CORSA

Elezioni Abruzzo. Nel centrodestra c’è anche Di Primio candidato presidente

Non correrà per altre cariche e nel caso tra 20 giorni ritornerà sindaco

Redazione PdN

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Elezioni Abruzzo. Nel centrodestra c’è anche Di Primio candidato presidente

Umberto Di Primio

 

ABRUZZO. L’unica certezza per il momento è che alla fine il presidente della Regione Abruzzo sarà solo uno: quello eletto. Per il resto nel centro destra si fa un gran parlare e ci sono diversi allunghi  ed investiture più o meno ufficiali e più o meno valide a correre per quella carica.

Da oggi ufficialmente si aggiunge anche Umberto Di Primio, appena ex sindaco di Chieti, che aveva già anticipato le sue velleità di correre per la presidenza, forte del suo ruolo di vice dell’Anci (l’associazione di tutti i sindaci).

La prima cosa da dirimere sarebbe, però, quella di sapere nella coalizione di centrodestra a chi spetti il candidato presidente, perchè la Lega ha già scommesso su Bellachioma baciato da Salvini. Ma il sospetto è che a mediare e a placara salomonicamente gli animi interverrà ancora una volta Silvio Berlusconi.

L’idea che serpeggia è che all’interno del centrodestra vi siano molti equilibri, alcuni fragilissimi, che devono essere preservati e devono durare e riguardano molti aspetti, da quelli nazionali a quelli particolari e locali.

Dentro la partita della scelta del candidato presidente in Abruzzo dunque potrebbero intervenire altre vicende dello scacchiere nazionale.

 

In questo cuneo stretto si è infilato anche Di Primio che oggi ha ufficializzato la sua candidatura e le sue dimissioni (Chieti per il momento è senza sindaco).

«Una scelta necessaria, condivisa con la mia maggioranza politica, - ha spiegato il Sindaco in conferenza stampa – perché nella nostra Regione esiste un’assurda legge elettorale che costringe i sindaci dei Comuni con popolazione superiore a 5000 abitanti di dimettersi, ancor prima di essere eletti, in caso di candidatura alla carica di consigliere regionale o di presidente della Regione. Una limitazione, che per vero esiste anche in caso di candidatura in Parlamento, all’elettorato passivo di cittadini che hanno quale unica colpa quella di essere stati eletti sindaco».

 

«Il centrodestra abruzzese –  ha proseguito il Sindaco – in questo momento può contare su candidati di estrema qualità e ciò mi induce ad essere fiducioso su una riconquista della regione ma, allo stesso tempo, tengo a precisare che, qualora non fossi io il candidato al ruolo di presidente continuerò ad occuparmi della mia città come sindaco; non sarei disponibile, difatti, a concorrere per la carica di consigliere regionale, seppur più comodo e maggiormente remunerativo, perché non è il carrierismo politico che mi interessa ma il bene della nostra regione».

Le dimissioni infatti saranno valide tra 20 giorni nei quali tutto succederà e in molti sperano che le questioni elettorali siano definite.

 

«Quello di Governatore – ha evidenziato - è un incarico che sento di poter assolvere nel migliore dei modi, in quanto certo di poter unire tutte le espressioni esistenti nel centrodestra. La candidatura è stata offerta soprattutto sulla scorta della mia esperienza di amministratore, avendo in questi anni quotidianamente affrontato con mano i problemi delle persone, alle quali vanno date risposte e non fatte promesse, e mettendo a disposizione il lavoro e le relazioni istituzionali e personali costruite a Roma quale Vice presidente dell’Anci e componente delle Conferenze Stato-città ed Unificata. Quest’enorme bagaglio umano sarà con me, qualora dovessi servire una comunità più vasta, l’intera regione. Sarò infatti il portatore sano del ‘campanile’ Abruzzo, coltivando l’interesse generale e ascoltando quella parte di società che non solo è impegnata in politica ma è linfa vitale ovvero la società civile, il mondo dell’impresa e delle professioni, il mondo dei comuni, piccoli e grandi, vera palestra per chi ambisca ad amministrare la regione e a governare il Paese. La coalizione avrà 20 giorni di tempo per prendere una decisione e io altrettanti per poter ritirare le mie dimissioni. In questo periodo, tengo a precisare a beneficio di tutti, che non vi sarà alcuna compressione delle potestà che sono rimesse in capo al sindaco e la Giunta continuerà ad operare con pienezza di poteri».

 

«Nel frattempo – ha sottolineato - continuerò a lavorare alacremente per Chieti ed i suoi cittadini, soprattutto per far fronte e rispondere alle assurde azioni mortificatrici e penalizzanti del governo nazionale, vedi tentativo di eliminare i finanziamenti del decreto periferie, o di quello regionale, mancanti finanziamenti per emergenze, mancata erogazione fondi teatro. Farò come sempre la mia parte e la farò fino alla fine, agirò come se tutto debba farsi entro i prossimi 20 giorni, continuerò a pensare e programmare avendo in mente quale obiettivo il 2020».

 

 

 

PD: «IL PIU’ BEL GESTO D’AMORE»  

Chiara Zappalorto e Alessio Di Iorio, Consiglieri comunali Pd a Chieti commentano: «Le dimissioni sono il più bel gesto d'amore che Umberto Di Primio potesse fare alla nostra città. Dopo essere stato in Comune per più di 20 anni con posizioni di vertice ed aver ricoperto tutti i ruoli possibili, lascia una Città in ginocchio dal punto di vista sociale ed economico. Il ruolo di capoluogo di Chieti è sempre più svilito da un atteggiamento di negativo campanilismo che ci ha portati al totale isolamento all'interno della nostra Regione Abruzzo.

Oggi lui si candida a guidare, come un generale senza esercito, proprio l'Istituzione dalla quale si è allontanato, creando un distacco nocivo per lui e per tutti i cittadini».