POLITICA

Dimissioni sindaco Introdacqua, minoranza attacca: «solo fumose dichiarazioni»

Di Censo ha lasciato per le difficoltà economiche dell’ente

Redazione PdN

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Introdacqua. Il Comune ha 618mila euro debiti, si dimette sindaco

Terenzio Di Censo

INTRODACQUA. Il 4 settembre scorso il sindaco di Introdacqua Terenzio Di Censo ha rassegnato le dimissioni perchè non  riesce più ad amministrare un Comune con troppe difficoltà economiche.

Una situazione economica molto grave, con un disavanzo di cassa di circa 618 mila euro. Di Censo ha spiega che «con gli ufficiali giudiziari che sempre più spesso bussano alle porte del municipio per atti di recupero crediti, con il tempo ho perso la serenità, non si può amministrare con troppe difficoltà che pesano sempre più, andare avanti è diventato difficilissimo se non impossibile».

La maggioranza gli ha già chiesto di tornare al suo posto mentre l’opposizione (‘Uniti per Introdacqua’) contesta le «fumose dichiarazioni» in merito ad un «fantasioso piano di rientro» da realizzare con la vendita di proprietà comunali.

«E’ l’ennesimo gesto di incompetenza e “mancanza di sincerità” nei confronti dei cittadini».

Secondo i consiglieri di opposizione, infatti, gli immobili messi in vendita, non raggiungono lontanamente, i prezzi proposti: «per fare un esempio, basta pensare all’ex edificio scolastico della frazione Cantone - indicato ad un

prezzo a base d’asta di euro 308.700 euro. Come già accaduto per altro immobile proposto ad una precedente asta (ovviamente andata deserta) non ci saranno acquirenti, visto l’andamento del mercato, considerato il presunto valore, frutto esclusivamente di calcoli matematici, ma non di un “reale” valore! Di conseguenza, è di facile previsione che le vendite all’asta andranno deserte! Ed allora dove si troveranno i soldi per ripianare i tanti debiti accumulati negli anni?»

Aggiunge la minoranza: «la cosa che colpisce particolarmente è l’atteggiamento di alcuni Amministratori di fronte alle dimissioni del Sindaco, a capo dell’Amministrazione soltanto da poco più di due anni, comprensibilmente, un tempo troppo breve per accumulare un “passivo” di queste proporzioni. Le radici “dell’enorme debito”, chiaramente, si trascinano ad un tempo precedente, ma

questo, con una persuasiva dialettica, non viene chiarito.  Destano “stupore e meraviglia” le inammissibili dichiarazioni del Vicesindaco, anche Assessore con delega al bilancio, nonché responsabile dell’Area Finanziaria-contabile e,

consigliere comunale di maggioranza e, dell’ex Sindaco che, invece di fare autocritica continuano a “vendere fumo” ed a scegliere, da molti anni, la sola strada dei “personalismi” e della propaganda».