GRILLI PARLANTI

Voto in Abruzzo, problemi interni ai 5 Stelle se si vota nel 2018?

Alcune regole interne potrebbero ostacolare alcune candidature

Redazione PdN

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Voto in Abruzzo, problemi interni ai 5 Stelle se si vota nel 2018?

ABRUZZO. Malumori dopo le Parlamentarie a 5 Stelle. Critiche, senza fine, arrivano dal Partito Democratico, con il deputato Camillo D’Alessandro in prima linea, ma in queste ore emergono anche incongruenze e piccoli problemi se si dovesse andare a votare entro il 2018

 Mentre il Pd è in piena tempesta, con il segretario regionale Marco Rapino che si è dimesso e ha scosso ancor di più gli equilibri, il deputato Camillo D’Alessandro è focalizzato da giorni sull’esito delle regionarie pentastellate che considera una sorta di bluff, con candidato già prescelto «dalla Casaleggio».

Così, dice il deputato D’Alessandro, al sicuro vincitore Domenico Pettinari, sarebbe stata preclusa la possibilità di candidarsi lasciando spazio a Sara Marcozzi, ribattezzata da D’Alessandro (Sarà lei).

Il Pd abruzzese sta facendo girare da giorni sui social pure una vignetta con un podio a tre: al primo posto svetta proprio l’ex segretario di Codici, mentre alla Marcozzi solo il secondo posto.

Ma come detto malumori palpabili si respirano anche negli ambienti vicini al Movimento 5 Stelle, come ogni volta che c’è una elezione in corso.

In molti assicurano di non essere stati costretti a votare per la Marcozzi, che la votazione è stata ‘libera’. Ma che la partita fosse fin troppo facile per la consigliera regionale uscente è innegabile. Ed in molti hanno visto replicato, pari pari, il modello ‘Di Maio premier’: una elezione senza rivali quando si smarcarono i pezzi più forti come Alessandro Di Battista (che proprio in quel periodo annunciò l’addio alla politica) o Roberto Fico.

Marcozzi dopo la sua vittoria alle regionarie ha richiamato all’unità, gli attivisti non sono più sguaiati come un tempo. Se c’è qualcosa che non va contano fino a 10 prima di riempire la casella ‘a cosa stai pensando’ di Facebook e postare i messaggi o al massimo una volta pentiti cancellano tutto (citofonare Pietro Smargiassi e il suo addio alla politica durato due ore).
Di sicuro al momento i grilli, anche quelli con il mal di pancia, si tengono calmi perchè c’è grosso entusiasmo: si sente che la vittoria è possibile e che il vero nemico da battere è la Lega, alleata a Roma.

Quindi toni bassi per non rovinare tutto. Resta da capire quando si andrà a votare e anche questo sarà un bel nodo da sciogliere per i 5 Stelle.

Se infatti si andasse alle urne entro il 3 dicembre (come auspica il centrodestra che è pronto anche a presentare un ricorso al Tar in caso contrario) bisognerà inventarsi qualcosa  per dare una interpretazione diversa al regolamento interno che hanno firmato quelli che all’inizio dell’anno si sono candidati al Parlamento.

A leggere l'articolo 6 lettera P del regolamento per le parlamentarie, chi aspirava al Parlamento avrebbe dovuto ottemperare a vari obblighi.

Uno in particolare oggi risulta insidioso: non candidarsi «a qualsiasi livello in elezioni che si terranno nell’anno 2018» .

 

Quindi se le regionali abruzzesi si terranno entro quest’anno tutti gli autocandidati per il parlamento non potrebbero partecipare.

Tra questi ci sono sia Mario Cipolletti, che ha sfidato Sara Marcozzi, sia Giorgio Fedele, ex portaborse del consigliere Ranieri dimessosi dall'incarico a fine 2017 proprio per non contrastare con un altro articolo dello stesso regolamento (articolo 6 lettera D).

 

Ma ci sono anche Sara Stenta (già enfant prodige del fedele gruppo di Bucchianico) e Cinzia D'Eramo.

Tanti altri si sono presentati, qualcuno forse solo per far ‘numero’ altri per sedersi in Consiglio regionale, come Cipolletti, Di Ciano, Smarrelli, Di Renzo…

 E nelle ultime settimane qualcuno punta il dito contro il ‘potente’ Fabio Stella, grillino ante litteram, già portaborse di Gianluca Vacca, oggi a capo della sua segreteria al Ministero dei Beni Culturali, secondo alcuni  vero deus ex machina del M5S Abruzzese.

Dopo essere riuscito a sostenere l'elezione a Deputato della sua 'pupilla', Daniela Torto, lui l'ha scoperta e fatta emergere, ora potrebbe vedere entrare in Consiglio regionale anche la sorella Barbara Stella. Vista la doppia preferenza di genere l'obiettivo è sicuramente alla portata, soprattutto in caso di vittoria del M5S.

 

Alessandra Lotti