POLITICA

Città Sant’Angelo, il sindaco non si candida alle regionali

Redazione PdN

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Gabriele Florindi

CITTA’ SANT’ANGELO. «E' stata una scelta molto difficile da prendere – annuncia Gabriele Florindi Sindaco di Città Sant'Angelo – ma alla fine ho optato per rinunciare alla mia candidatura in Regione».

«Ho riflettuto a lungo sulla possibilità di intraprendere una candidatura regionale, per me sarebbe stata la degna conclusione di 30 anni di onorata militanza politica, senza considerare che ormai da troppo tempo manca un rappresentante in Regione che appartenga al nostro territorio, ma sul piatto della bilancia c'erano troppi elementi ostativi, primo tra tutti quello di dover abbandonare Città Sant'Angelo ben 8 mesi prima delle elezioni, nelle mani di un Commissario Prefettizio, senza poter portare a termine alcuni tra i punti più importanti del nostro programma elettorale. Sarebbe stato un passo troppo doloroso per me, una sorta di tradimento nei confronti dei tanti elettori che mi hanno sostenuto e che continuano a dimostrarmi la loro vicinanza».

 

Volendo candidarsi alle prossime elezioni regionali il Sindaco Florindi, così come ogni altro Sindaco, avrebbe dovuto infatti dimettersi subito, aprendo di fatto la strada all'intervento di un Commissario Prefettizio per la reggenza del Comune di Città Sant'Angelo fino alla prossima tornata elettorale.

«Una legge che reputo ingiusta, un Sindaco è prima di tutto una sorta di padre per la propria comunità, ha innumerevoli responsabilità sopra le proprie spalle e non può permettersi, se ha un briciolo di etica umana oltre che politica, di abbandonare tutto con così grande anticipo lasciando il proprio territorio in balia di eventi e situazioni che ogni anno diventano più difficili da affrontare e imprevedibili e che certamente un Commissario non gestirebbe con la stessa premura, passione e attenzione che invece contraddistingue ogni Sindaco che ama la propria cittadina».

 

Dunque Gabriele Florindi continuerà ad indossare la fascia tricolore e a tenere a bada  una maggioranza che, seppur risicata, dopo il distacco da parte della compagine di Liberi e Uguali, sembra risoluta nel portare a termine questo mandato elettorale.

Per ora questa è la situazione. Lo scenario potrebbe cambiare se le elezioni si tenessero in primavera.