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Elezioni, Salvini vuole Bellachioma candidato del centrodestra abruzzese

L’anticipazione de Il Foglio. Come la prenderà Forza Italia Abruzzo?

Redazione PdN

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Elezioni, Salvini vuole Bellachioma candidato del centrodestra abruzzese

ABRUZZO.  Oggi Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, sarà a Pescara alle 11 ma a tenere banco nelle prossime ore in regione sarà sicuramente l’ipotesi che ruota intorno al nome del candidato del centrodestra unito. Si parla di un deputato leghista: Giuseppe Bellachioma.

Secondo fonti romane vicine alla Lega e riportate questa mattina dal quotidiano Il Foglio, sarebbe proprio Bellachioma il candidato alla poltrona di Governatore.

Ad indicare il parlamentare e segretario regionale della Lega abruzzese sarebbe stato lo stesso Salvini che ormai sembra avere in mano la guida del centrodestra e da tempo in molti sanno che sarà proprio lui a decidere.

Nei sondaggi la Lega cresce e se gli azzurri non vogliono consegnare la vittoria ai 5 Stelle devono fidarsi del leader del Carroccio. Per assurdo, dunque, due dei principali sfidanti (Bellachioma e Marcozzi) uscirebbero fuori dai due partiti che sono al Governo e potrebbe venirne fuori una campagna elettorale da ricordare.  

L'ufficializzazione di Bellachioma potrebbe avvenire già nel fine settimana nella manifestazione organizzata dalla Lega a Pescara per chiedere la fissazione e della data delle elezioni regionali anticipate tra novembre e dicembre.

La Lega, infatti, sarà in piazza Unione, sabato 15 settembre, alle ore 11 «per ribadire che la democrazia, anche nella nostra regione, si rispetta consentendo ai cittadini di esprimere il loro giudizio su programmi e progetti, senza appellarsi alla burocrazia con il fine di stravolgere un percorso tracciato in maniera chiara e lampante».

Ma chi è Bellachioma? 
Deputato leghista, cinquantasette anni, è segretario regionale abruzzese della Lega. È originario di Roseto degli Abruzzi, ma vive e risiede da anni nelle Marche, dove ha un'impresa di pompe funebri.

Luciano D’Alfonso aveva annunciato che lo avrebbe portato in tribunale dopo che il leghista aveva avvertito i pm che indagano sull'ipotesi di reato di sequestro di persona per la vicenda della nave Diciotti di tenersi lontano da Salvini.

"Vi veniamo a prendere sotto casa" aveva scritto Bellachioma sui social.

«Le sue dichiarazioni sono di una gravità inaudita e destano grande preoccupazione. Sul piano politico sembra essere ritornati al periodo fascista», disse D’Alfonso.

Come prenderà questa decisione il centrodestra abruzzese?

 Intanto Fabrizio Di Stefano, che aspirava ad essere il candidato unico del centrodestra, soprattutto dopo la rinuncia alla candidatura del 4 marzo conferma il sostegno e l'adesione alle iniziative della Lega per ottenere il voto subito. Lo fa d’intesa con le liste Civiche per l'Abruzzo «in accordo con i referenti dello schieramento, con assoluta convinzione la nuova manifestazione prevista per sabato mattina a Pescara - prosegue Di Stefano - perché con doveroso senso politico pone al centro un tema che anche io da tempo ribadisco pubblicamente e che torno a ripetere :  dopo lo squallido spettacolo delle tardive dimissioni di D’Alfonso, non si può continuare a irridere ancora le istituzioni, a tenere incatenata un’intera regione, ad offendere l’intelligenza dei cittadini; è un preciso dovere degli autorevoli attori istituzionali coinvolti, porre fine a questa farsa e annunciare subito, in ossequio alle norme e al buon senso, l’indizione delle elezioni da tenersi entro fine anno».


«PRETENDO VOTO ENTRO IL 2018»

«Lancio il mio appello ai partiti del centrodestra - ha detto questa mattina Giorgia Meloni a Pescara- a partecipare a questo tavolo, ad aiutarci ad allargarlo. Partire dal programma, definire un programma serio e credibile, confrontarlo con i cittadini e poi scegliere un candidato. Non si parte da 'il candidato spetta a me', si parte dal candidato migliore».

Meloni ha poi parlato dei problemi del Pd: «non a caso è in condizioni difficili perché in questi anni ha lasciato risultati drammatici e a me ha fatto molto sorridere che D'Alfonso abbia utilizzato una delle ultime sedute del Consiglio regionale per dare mandato all'avvocatura dello Stato di denunciarmi perché avevo parlato male di Mattarella. Se avesse dedicato lo stesso tempo a capire come si scrive un bilancio non gli avrebbero rimandato indietro il bilancio per cinque anni».

Sulla data del voto, ha detto: «pretendo che sia entro il 2018»:   «la democrazia non funziona che c'e' un partito che non rappresenta piu' nessuno e che vuole tenere ostaggio centinaia di migliaia di persone che lo vogliono mandare a casa solamente perche' non e' convinto di rivincere. Questa roba qui - evidenzia Meloni - la fa solo la sinistra in Italia: quella di fare i governi quando sei arrivato ultimo, quella di rimanere abbarbicati anche quando ti hanno mandato a casa, quella di non voler rispettare la legge che prevede che si debba trovare entro un certo lasso di tempo quando si sceglie e si opta per un altro incarico, perche' D'Alfonso ha preferito giustamente scappare dall'Abruzzo avendo davanti un futuro poco felice».