VELENI INCROCIATI

Pd Abruzzo, le dimissioni di Marco Rapino fanno esplodere il partito

L’assessore regionale Berardinetti: «ridicoli»  

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

1511

Pd Abruzzo, le dimissioni di Marco Rapino fanno esplodere il partito

  

ABRUZZO. «Un’uscita di scena forzata, per di più accompagnata da un ultimo atto di totale asservimento alle solite logiche che lo hanno guidato in questi anni».

Così l’ex deputato Antonio Castricone commenta le dimissioni del segretario Marco Rapino che ieri ha annunciato via Facebook l’addio.

Un addio che non è piaciuto a molti, all’interno del partito. Non perchè qualcuno volesse ancora che Rapino restasse al suo posto, ma perchè avrebbe dovuto lasciare il posto seguendo almeno le regole.

Ovvero davanti all’assemblea (che però Camillo D’Alessandro non vuole convocare).

E così tutto il disagio interno al Pd regionale è esploso sui social, dopo l’addio di Rapino (alla guida della segreteria, non al partito) che a molti è parso tutt’altro che spontaneo.

 Durissimo il pensiero di Castricone che usa parole affilate: «il Pd in Abruzzo è lontano da qualsiasi senso di comunità, stritolato da logiche di potere che hanno devastato in questi anni qualsiasi rapporto con gli abruzzesi».

Un giudizio impietoso che rende bene l’idea di quanto la difficoltà delle prossime elezioni non sarà solo quella di evitare una debacle ma di non far esplodere l’intero partito.  

Castricone parla di «dimissioni organizzate» indice di «un modo di procedere fatto di ridicoli bizantinismi e sotterfugi in totale contrasto, oltre che con le regole del partito, con il semplice buon senso. Rapino avrebbe dovuto dimettersi davanti all’assemblea del Partito e in quella sede si sarebbe dovuta aprire la discussione su una nuova fase quanto mai necessaria. Invece si è voluto imbastire un coordinamento politico lottizzato tra pochi intimi, appannaggio di Luciano D’Alfonso, e sul quale l’assemblea sarà chiamata solo a ratificare una notizia che tutti abbiamo appreso dalla stampa».

Di fronte alle polemiche scoppiate all’interno del Partito, nel pomeriggio di ieri hanno voluto porre un rimedio che come spesso accade è risultato peggiore del danno fatto.

«Personalmente», continua Castricone, «sono stato contattato da Andrea Catena, suppongo nella nuova funzione di coordinatore di questo pseudo organismo, per chiedermi di entrarvi o indicare un nome. Tutto ciò dimostra l’improvvisazione di una classe dirigente inadeguata nello stile e nella sostanza. Ovviamente non accetto alcuna cooptazione tardiva e riparatrice e preferisco starmene alla larga da un certo modo di fare. In questo momento è quanto mai necessario costruire e rappresentare insieme a tanti un’alternativa a chi vuole semplicemente occupare il partito per farne strumento proprio».

Ed il pensiero di Castricone viene condiviso anche da tanti altre iscritti al partito, figure di primo piano. Come Alexandra Coppola, già  vice segretario regionale del Pd, eletta nell'assemblea nazionale e componente della Direzione Nazionale del PD. « Esattamente!! Toni questa è l'analisi che rispecchia la realtà».

«Almeno tu sei stato contattato !!!!!!!! Ridicoli», scrive a Castricone l’attuale assessore regionale Lorenzo Berardinetti (Regione Facile).

Si accoda alle critiche anche Giovanni Massimiliano Pavone, ex sindaco di Montesilvano negli anni 80 che due anni fa si era autosospeso dal Pd al grido di «non è più il mio partito».

Oggi rincara la dose: «ma quando la smetteranno di pensare che sono i padroni del Pd? Quando si accorgeranno che stanno uccidendo il pd??? senza vergogna! bravo onorevole!!!»

Critico anche l’attuale assessore pescarese Giuliano Diodati: «Toni e’ la solita logica. Non si scappa!!!!!»

A rispondergli è la Coppola: «non c'è speranza. Lo sappiamo purtroppo».

 In silenzio sulle dimissioni di Rapino, invece, quelli che vengono indicati come i veri direttori d’orchestra di questo addio organizzato a tavolino, il senatore Luciano D’Alfonso e il deputato Camillo D’Alessandro.

Il primo nelle ultime ore usa i social solo per l’agenda e per ricordare che c’è la festa dell’Unità. Il secondo si lancia in dirette Facebook dalla Camera, in stile grillino, e si preoccupa degli altri partiti. Stamattina affondo diretto verso Sara Marcozzi, scelta come candidata presidente.

«Marcozzi ha già perso! Nel senso che pur arrivando seconda, nella conta interna, il primo, guarda caso, ritirandosi, le ha lasciato la strada spianata». Il riferimento è al consigliere Domenico Pettinari che ha rinunciato a sfidare la collega per un accordo che sarebbe stato già siglato tra i due. Secondo fonti giornalistiche Pettinari in caso di vittoria ambirebbe alla vice presidenza e alle deleghe Bilancio e Sanità.

  

Alessandra Lotti


ANDREA CATENA: «SERVE UNITÀ, SBAGLIATO PENSARE CHE LE ELEZIONI SIANO GIÀ PERSE»

«Sono e resto convinto che in questa fase ci sia bisogno della massima unità del partito», dice invece il coordinatore del Pd Abruzzo Andrea Catena rispondendo proprio all’onorevole Castricone. «Senso della comunità vuol dire lavorare uniti anche nei momenti difficili – continua Catena -. Se questo non avverrà, poi non ci sarà nessuna alternativa da costruire e nessuna eredità da raccogliere sulla base di risultati negativi».

Catena spiega anche che il coordinamento politico, che è oggi nelle disponibilità del segretario reggente anche per modificarlo, è stato nominato dal segretario uscente Marco Rapino prima delle sue dimissioni su mandato dell'ultima Direzione regionale, anche per assicurare la continuità della conduzione politica del partito.

«E' un errore voler anticipare il congresso prossimo del partito, anteponendolo alla priorità dell'impegno unitario per le elezioni che possono vederci in gioco da protagonisti», va avanti Catena. «Ed è sbagliato pensare che siano già perse. A tal fine abbiamo bisogno dell'impegno di tutti. Nessuno escluso. E non rientra certo nello spirito di comunità bollare chi ha dato la disponibilità per farlo di essere "sostenitore" di questo o tal altro esponente istituzionale del partito. Sono linguaggi e logiche che nel nuovo partito, che abbiamo urgenza e necessità di costruire, mi auguro spariranno. Chi ha dato disponibilità, caricandosi una responsabilità non da poco, lo ha fatto evidentemente perchè sente di appartenere al Pd. A tutti oggi si chiede prova di generosità».