RICONCILIAZIONI

Sulmona, Casini fa pace con la «vecchia politica» e torna sindaco

Dopo 20 giorni il sindaco torna sui proprio passi

Redazione PdN

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Sulmona, Casini fa pace con la «vecchia politica» e torna sindaco


SULMONA. Nella giornata di ieri, l’ultima utile, il sindaco di Sulmona, Annamaria Casini, ha ritirato le dimissioni del 10 agosto scorso, con una lettera indirizzata al segretario comunale e ai consiglieri.


Al momento dell'addio, in piena estate, la Casini aveva spiegato che «la coalizione di Governo è venuta meno» ma dopo venti giorni di incontri serrati, a quanto pare, crede di aver ricomposto la situazione.  

Dovrà dimostrarlo sul campo. Per il momento fa una marcia indietro totale, anche se le sue dichiarazioni politiche restano e non possono di certo essere spazzate via solo con l'annuncio del ritorno.

Durissime le sue affermazioni quando decise di lasciare: «il Comune di Sulmona non può essere trattato come un tavolo di poker, dove si rilancia ad ogni giro per accaparrarsi un piatto che rischia di rivelarsi perfino vuoto, visto che i temi concreti e le politiche per la città lasciano il passo a sterili discussioni su posizioni di forza tra i singoli gruppi».

E poi ancora: «la coalizione che ha sostenuto questo progetto ha dimostrato di essere di fatto venuta meno, attraverso azioni ed omissioni indebolendo il progetto politico che doveva essere di reale cambiamento, per ideali e azioni».


Parole che sembravano delineare una situazione irrecuperabile: «ritengo questa inutile litigiosità, che sa di vecchia politica e che tanto ho cercato di contrastare, di fatto, la vera causa della mia sofferta decisione».

Adesso nella missiva in cui annuncia il ritorno, Casini spiega che in questi giorni intensi ha parlato con la gente comune, con coloro che hanno sostenuto la sua candidatura, con gli elettori e gli operatori economici, ascoltando le loro opinioni, le loro critiche, i loro timori e le loro sollecitazioni.

Da qui la decisione della marcia indietro che in città, ad onor del vero, più di qualcuno si aspettava.

E non è neppure la prima volta perchè la sindaca aveva già rimesso il mandato alla fine di dicembre, quando il Governo aveva autorizzato la realizzazione della centrale di compressione Snam a Case Pente, per poi tornare sui propri passi.

«Il nostro territorio è minacciato da ridimensionamento o chiusure di servizi essenziali, come sanità, giustizia, istruzione e progetti impattanti, primo tra tutti quello Snam, che potrebbe compromettere definitivamente una prospettiva di rinascita della città - dice Casini - proprio per questo, per ciò che la città dovrà affrontare nel breve periodo ma anche rispetto alle potenzialità che possono essere colte da un'amministrazione in carica, oggi sono convinta di non poter lasciare la città».

Tutte cose che il primo cittadino ribadirà di certo il 15 settembre prossimo, in occasione del Consiglio comunale straordinario già fissato.  


La prima reazione è quella di Sinistra Italiana che parla di dimissioni farsa.

«Lo avevamo detto il 10 agosto  che sarebbe stata probabilmente una farsa. Oggi ne abbiamo la certezza», commentano Domenico Capaldo - Segretario Circolo Sinistra Italiana Sulmona e Daniele Licheri - Segretario Regionale Sinistra Italiana Abruzzo.

«Qui si trattano le Istituzioni come “cosa propria”, senza dignità e senza etica politica. Lo sapevamo già due anni fa, fin dalla campagna elettorale che il personaggio era politicamente ed amministrativamente inadeguato ai bisogni della Città, oggi con questo reiterato gioco al massacro sulla pelle di Sulmona ne abbiamo piena conferma. Proprio per queste considerazioni, che rischiano di essere banali, tanto sono evidenti i guasti provocati, il Sindaco doveva mantenere le dimissioni e tornare ad occupazioni più confacenti, invece si preferisce traccheggiare, tirare a campare alla bene e meglio, mi chiedo con che faccia si possa uscire di casa la mattina».