POLITICA

Emendamenti piccoli ospedali Pd inammissibili: nuovo scontro sulla sanità

Redazione PdN

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Emendamenti piccoli ospedali Pd inammissibili: nuovo scontro sulla sanità

Camillo D'Alessandro

 

 

ROMA. «La decisione di dichiarare inammissibili gli emendamenti del Pd sugli ospedali fuori dal cratere non è tecnica, come sostiene la maggioranza, ma puramente politica».

Lo dichiarano Stefania Pezzopane e Camillo D’Alessandro, deputati del Partito democratico, a proposito degli emendamenti - da loro presentati e dichiarati inammissibili dal presidente della commissione – al Dl terremoto sugli ospedali Abruzzesi fuori dal cratere.

Si tratta di quegli emendamenti che avrebbero dovuto in qualche modo eliminare gli effetti della riforma lacrime e sangue portata avanti dagli stessi governi di centrosinistra. La politica di tutti gli schieramenti sta cercando di trovare soluzioni fattibili e percorribili pensando più al ritorno elettorale che ad una pianificazione razionale e orgaca della sanità locale.

In questo contesto si innesta la guerra degli emendamenti al decreto legge sul terremoto che pure è oggetto di altre polemiche che hanno un sostrato comune.
Si tratta di screzi e motivazioni politiche secondo Pezzopane e D’Alessandro, una ripicca di Lega e 5 Stelle e niente più.

«L’inammissibilità tecnica non è dunque altro che un modo goffo per togliersi dall’imbarazzo», dicono, «La toppa, tuttavia, appare peggio del buco perché le nostre proposte emendative fanno proprie le sollecitazioni e i suggerimenti dei sindaci dei territori interessati. Uno degli emendamenti, quello a firma Pezzopane è esattamente quello proposto dai sindaci. Si è resa conto la maggioranza che dichiarandole inammissibili, hanno dichiarato incompetenti amministratori le cui capacità sono incontestabili? Stupisce anche che grillini e leghisti non si siano ricordati del modo in cui è stata risolta l’analoga questione dei tribunali di Lanciano, Vasto, Avezzano e Sulmona. Anche se fuori dal cratere, il precedente governo ha riconosciuto le difficoltà sofferte da quelle strutture perché su di esse si è riversato il carico dei tribunali compresi nel cratere. L’emendamento Pezzopane allora passò e grazie a ciò fu approvata una deroga alla riforma della geografia giudiziaria. Perché se vale per i tribunali non deve valere anche per gli ospedali?».


Negano questa ricostruzione i grillini.

«Inammissibili, non bocciati, perché scritti male», affermano in una nota i parlamentari del M5s, «gli emendamenti presentati dal PD tendevano ad introdurre disposizioni non riferibili agli eventi sismici e, dunque, era tecnicamente impossibile inserirli nel decreto terremoto. Questo è il motivo per cui gli emendamenti non sono stati accettati dagli uffici tecnici del parlamento. Ora quello che Pezzopane & Co devono spiegare ai cittadini è se gli emendamenti in questione sono stati sbagliati per la loro incapacità e incompetenza o, più semplicemente, per un gioco politico sulle spalle dei terremotati e dei cittadini abruzzesi. Una spiegazione che devono fornire nel più breve tempo possibile, perché se pensano che gli abruzzesi siano pedine a cui imboccare ogni falsità si sbagliano di grosso. Ci devono delle spiegazioni e le devono dare subito! Perché lo capirebbe anche un bambino che un emendamento al decreto terremoto dove sono inserite strutture non rientranti nel cratere sismico non può essere inserito in una decreto dedicato alle aree colpite dal sisma».

«Non accettiamo lezioni da chi ha ridotto il Paese in ginocchio e ha contribuito a smantellare la sanità in questa regione. Stanno emendando, male, un decreto scritto e presentato dal Governo Gentiloni, quindi a maggioranza del LORO partito. Un gioco politico squalificante nel disperato e vano tentativo di recuperare un briciolo di consenso cercando in ogni modo di svilire l’avversario e per farlo si specula su migliaia di terremotati. Un atteggiamento squalificante», concludono i parlamentari del M5S.