LA REAZIONE

Decreto terremoto, tagliati tutti emendamenti Pd. Pezzopane: «cosa mai vista»

La rabbia della deputata aquilana

Redazione PdN

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Decreto terremoto, tagliati tutti emendamenti Pd. Pezzopane: «cosa mai vista»

ROMA La Commissione Ambiente della Camera ha approvato ieri il decreto terremoto.

La maggioranza ha bocciato tutti gli emendamenti del testo giunto dal Senato, ai quali il relatore Tullio Patassini (Lega) e il governo con il sottosegretario Laura Castelli avevano dato parere contrario.

Il decreto approderà in Aula lunedì.

Il governo ha motivato il parere contrario agli emendamenti spiegando che le risorse per il 2019 saranno allocate in appositi provvedimenti.

Arrabbiata la deputata Stefania Pezzopane: «è una cosa mai avvenuta, al Senato il governo del ... cambiamento aveva annunciato miglioramenti da fare alla Camera. Ed invece in commissione ambiente dopo pause, rinvii, annunci e contrasti tutto bocciato».

Pezzopane ha ricordato che sul decreto Terremoto, al Senato, la maggioranza giallo-verde aveva chiuso la discussione in fretta e furia affidando alla Camera il compito di risolvere le questioni sospese. «Così non è stato», denuncia Pezzopane.

«Anzi, quanto avvenuto in commissione Ambiente rappresenta una vero e propria censura, un inaccettabile bavaglio contro le popolazioni colpite dal terremoto».

Secondo la deputata aquilana, l'opposizione sarebbe stata di fatto imbavagliata: «imbavagliati pure tutti i soggetti auditi in commissione tra cui i sindacati, i presidenti di regione, la Cei, ecc. Nessuno dei problemi sul tappeto ha trovato soluzione nonostante le promesse: dalla vicenda tasse sospese all'emergenza l'Aquila, dalle proroghe per i lavoratori terremoto 2016/2017, che scadono a dicembre, ai fondi per il rilancio dell'economia. Di fatto si rischia di bloccare tutta la ricostruzione dei due anni scorsi. Abbiamo avuto a che fare con un governo impreparato sugli emendamenti, con ministeri contrari anche alle misure necessarie e senza oneri. Ciò che più è incredibile è che M5S e Lega hanno votato contro anche agli emendamenti che risolvono problemi concreti e sui quali si erano impegnati in campagna elettorale. Una vera brutta giornata per la democrazia».

«Nessun cambiamento, aspettative tradite. La maggioranza si era impegnata a recepire nel passaggio alla Camera del decreto terremoto gli emendamenti trascurati al Senato. Non è accaduto. Il relatore di maggioranza, il leghista Tullio Patassini, ha tirato dritto come nulla fosse», commenta invece  il senatore di FI Andrea Cangini.

«Restano così insoluti molti, troppi problemi. Quattro su tutti: la questione delle difformità edilizie, la proroga del personale aggiuntivo nei Comuni del cratere, la mancanza di sostegni economici alle imprese colpite, la pochezza degli stanziamenti complessivi. Dal "governo del cambiamento” ci aspettavamo volontà politica e disponibilità finanziaria in esubero rispetto ai governi del Pd. Ci siamo illusi: nessun cambiamento, siamo in piena continuità e a pagare il prezzo di tanta ignavia continuano ad essere le popolazioni colpite», conclude Cangini, eletto nelle Marche.