LO SCONTRO

Di Nicola (M5s) contro Saviano: «basta fare la vittima minacciata e si candidi»

L’ex giornalista lancia un appello allo scrittore di Gomorra

Redazione PdN

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Di Nicola (M5s) contro Saviano: «basta fare la vittima minacciata e si candidi»

Roberto Saviano

 ABRUZZO. «L’ho sempre difeso ma adesso sta passando tutti i limiti».

 L’ex giornalista de L’Espresso, Primo Di Nicola, neo senatore del Movimento 5 Stelle, contro  Roberto Saviano, colpevole, secondo il parlamentare pentastellato, di sparere opinioni politiche su tutto e tutti, a volte anche offensive, non smettendo però le vesti del giornalista-scrittore. Da qui il dubbio: si vorrà mica candidare? E allora scatta il consiglio (non richiesto): posi  la penna, dica addio al giornalismo (come ha fatto Di Nicola) e si candidi.

«Confesso, ho sempre difeso Roberto Saviano», ha scritto oggi pomeriggio su Facebook Di Nicola, «anche quando, pure all'interno dell'Espresso, dove lavoravo, vari colleghi lo criticavano arrivando a definirlo un pallone gonfiato. Adesso, però, sta passando tutti i limiti. Arrivando ad assumere i tono offensivi del capopopolo che poco hanno a che vedere con la professione di scrittore(?) o giornalista (?) che pare volere continuare a fare».

Di Nicola non entra nelle polemiche sulla scorta e neanche su quelle dei suoi  compensi per prestazioni televisive ma è netto: «uffa, che noia».

Per il senatore «le sue intemerate sembrano ormai più quelle di uno che ha deciso di buttarla in politica, magari per farsi candidare. Perdipiù perdendo ogni senso della misura».

Da qui il consiglio: «per fare politica mi sono dovuto candidare alle elezioni e rinunciare a fare la professione di giornalista. Perché non fa altrettanto? Quello che non gli è consentito è l'offesa. Dire per esempio (leggi Fatto Quotidiano): "Non esiste più per questa politica degenerata alcuna differenza tra vita e morte, tra dignità e mancanza di diritti, tra legge e illegalità. Parlano delle prime e dei secondi come se tutto si equivalesse". Caro Saviano, ma come ti permetti? Forse il successo ti ha dato alla testa, come dicono in tanti. Ma questo atteggiamento da eroe-che-tutto-può-permettersi mi sembra comunque fuori luogo. Le tue argomentazioni e i tuoi anatemi sono francamente una grande caduta di stile».

 

Il senatore abruzzese va avanti: «basta perciò con l'aureola della vittima e del minacciato che sembra potersi permettere tutto. Anche all'Espresso, dove tu scrivi, abbiamo avuto giornalisti intimiditi, arrestati, sotto scorta. Ma nessuna se l'è tirata così tanto. Dunque, forse è l'ora di togliersi la maschera. E se hai voglia di menare le mani in politica, caro Saviano, è arrivato il momento di scendere dal piedistallo ed essere lineare sino in fondo con i cittadini.Con i migliori auguri di buon lavoro».