SECONDO I PIANI

L’ultima sfida. D’Alfonso, addio alla Regione con festa il 7 settembre

Così ha annunciato che si voterà in primavera (come voleva lui ed il Pd)

Redazione PdN

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L’ultima sfida. D’Alfonso, addio alla Regione con festa il 7 settembre

Luciano D'Alfonso

  

ABRUZZO. Luciano D’Alfonso lascerà la Regione il prossimo 7 settembre e per quel giorno ha già in programma un grande evento all’ex Aurum per raccontare «le risorse portate sul territorio, i problemi risolti, le difficoltà affrontate e ancora da affrontare».

 Lo ha annunciato proprio lui ieri, in conferenza stampa, snocciolando tutti i dati della sua avventura in Regione: 1.500 giorni di giunta D’Alfonso che equivalgono a  sedici ore di lavoro al giorno, per un totale, in cinque anni, di circa 19mila ore; 278 sedute di Giunta e 3.562 delibere adottate; 789 riunioni con verbale; 497 incontri istituzionali a Roma; 18 missioni all'estero; 3.139 contenziosi; 241 comuni abruzzesi visitati; circa 436mila chilometri percorsi e 79mila euro di carburante spesi; 21 lettere anonime ricevute; 5.313 euro di spese di telefonia per le utenze assegnate al presidente.

 

Il volume, che ripercorre tutte le tappe del Governo D'Alfonso - risorse attratte e investite, eventi, iniziative, provvedimenti - è stato anticipato ieri a margine di una conferenza stampa a Pescara e verrà presentato nel corso dell’evento del 7 settembre, proprio con l'obiettivo di illustrare i risultati dell'Esecutivo regionale.

«Un evento pubblico - ha detto D'Alfonso - Metterò il voto a questa amministrazione». Ricordando «tutto quello che ho fatto è ricostruibile al centimetro», il governatore ha sottolineato che «la rendicontazione è una infrastruttura della moralizzazione in politica».

Tutto in perfetto stile dalfonsiano che ricordano molto le cose già fatte 10 anni fa ai tempi in cui era sindaco di Pescara.

 

VUOLE BLINDARE LE RISORSE

«Sto rimanendo a fare le due attività, con una fatica fisica che non mi spaventa, perché voglio rendere irrevocabili le risorse», ha detto D’Alfonso sostenendo che non si tornerà al voto prima della primavera del 2019.

Sarà proprio così? Mercoledì prossimo si insedierà la giunta delle elezioni del Senato con la nomina del suo presidente ma secondo il presidente-senatore non si tornerà al voto entro il 2018.

«Voglio rendere i dossier amministrativi capaci di portare alla cantierizzazione. Sto facendo in modo che nulla possa essere revocato della notevole massa finanziaria che abbiamo attratto all'Abruzzo: circa tre miliardi di euro in 52 mesi».

 

 

IL FATTORE TEMPO

 «Il fattore tempo si rivelerà decisivo. Entro il prossimo mese di settembre, infatti, verrà licenziato il nuovo DEF, il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria, e come Regione Abruzzo dovremo essere in grado di chiudere tutte le partite in cui siamo impegnati sul fronte delle Infrastrutture», ha spiegato.

«Se riusciremo ad evitare rallentamenti nell'attività amministrativa - ha detto D'Alfonso - eviteremo il rischio di vederci sottrarre parte della corposa mole di finanziamenti (quantificabili in circa 3 miliardi 200mila euro) che abbiamo ottenuto in questi 51 mesi di legislatura. Un lavoro costante - ha continuato il presidente - che ci ha consentito di ottenere diversi risultati importanti come quello del risanamento della Saga, gravata da debiti indeterminati, di riguadagnare un rapporto eccellente con Ryanair, di eliminare, con la nascita di Tua, buchi importanti manifestatisi nel corso delle precedenti gestioni delle società di trasporto pubblico regionale, ora confluite in un unico soggetto. Adesso, - ha aggiunto - siamo vicini alla terza fase di lavoro che coincide con la partita dell' acquisto dei materiali rotabili per i quali la Regione ha in pancia ben 100 milioni di euro».

Tuttavia, ci sono anche altre partite che richiederanno al Dipartimento infrastrutture e trasporti della Regione un impegno ed un particolare apporto quali-quantitativo.

«Mi riferisco, in particolare, - ha sottolineato D'Alfonso - alle cospicue risorse Cipe presenti sul Masterplan per le quali occorrera' procedimentalizzare le procedure previste. Così come richiederà uno sforzo importante la partita del contratto di programma RFI-MIT che ci assegna una quantità di risorse mai vista in passato. Tuttavia, rispetto alla tematica della infrastrutturazione pesante ferroviaria, - ha continuato - bisognerà tallonare RFI per fare in modo che ci siano pareri collaborativi rispetto al soggetto attuatore della prodotto progettuale. Così come appare importante la partita legata ad una destinazione ottimale dell'Interporto Manoppello che oggi è una cattedrale nel deserto».

 

Tutto secondo i piani, dunque. I suoi.