LA PROTESTA

Studenti aquilani contro sindaco: «vai via, tradito promesse con metodi da Prima Repubblica»

Redazione PdN

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Studenti aquilani contro sindaco: «vai via, tradito promesse con metodi da Prima Repubblica»

L’AQUILA. Giorni difficili per il sindaco de L’Aquila Pierluigi Biondi in attesa della sentenza sull’’Anatra zoppa’ ma in parte già azzoppato dalla sua stessa maggioranza.

 

In queste ore salgono sul carro dei detrattori anche gli studenti universitari che lanciano un messaggio durissimo al primo cittadino, colpevole -secondo loro- di aver tradito le promesse elettorali e agito in continuità con quella vecchia politica che il candidato Biondi aveva promesso di mettere da parte.

«La invitiamo a prendere atto della fine del Suo mandato di primo cittadino», scrivonmo Studenti Indipendenti L’Aquila e Uds L’Aquila. «Un mandato acquisito attraverso la promessa non mantenuta di discontinuità e di rottura nel metodo e nei contenuti. Abbiamo pazientato per quasi dieci mesi e oggi un bilancio di fronte ai cittadini si rende necessario».

«La rottura nel metodo da lei tanto sbandierata», continuano gli studenti, «si è tradotta in un’amministrazione che ricalca rapporti di potere propri della Prima Repubblica: la bugia dell’unità del cartello elettorale del centrodestra aquilano si è palesata, rivelando da subito l’immobilità della macchina comunale, frutto di veti incrociati e rendite di posizione interne alla Sua stessa maggioranza, dai livelli apicali, passando per gli assessorati, gli uffici, fino ad arrivare alle basi dei partiti della coalizione che l’ha sostenuta».

Secondo gli studenti sarebbero tante anche le incapacità strutturali: «questa giunta si è impegnata a concentrare sulle proprie spalle una centralità che non è in grado di gestire. Pensiamo, per ciò che ci riguarda come studenti, allo svilimento delle funzioni dei luoghi partecipativi come i Consigli Territoriali di Partecipazione e la Consulta Comunale Giovanile. Il tutto con una arroganza senza pari, che dimostra l’assenza di un’idea complessiva di città e di una cultura amministrativa. I continui richiami, per altro abbandonati molto presto, alla pacificazione politica per il bene della città sono dunque fini a sé stessi».

«PROMESSE TRADITE»  

Secondo gli studenti «la funzione storica del Suo mandato è esaurita. Ha tradito innanzitutto la promessa di rafforzare la macchina della ricostruzione pubblica, a partire dalla mancata efficacia dell’apparato interistituzionale composto da personale del Comune, della Provincia, del Genio Civile e del Provveditorato alle opere pubbliche. Lo abbiamo visto con l’imbarazzante comportamento che ha avuto nei confronti delle nostre scuole dopo essersi reso garante, quando non Le competeva, di una soluzione in tempi brevi del problema dell’edilizia scolastica» .

Secondo gli studenti l’idea di rapporto tra Università e Territorio che ha in mente il primo cittadino «è totalmente sbagliata»: «parliamo di idea, perché ci piacerebbe avere un quadro programmatico chiaro e almeno una tempistica di massima per capire come si realizza ciò che è scritto nel suo programma elettorale. Ad oggi abbiamo invece una flessione a ribasso delle iscrizioni e una questione aperta sulla residenzialità pubblica universitaria di cui ad oggi lei è corresponsabile, senza neanche l'ombra di una discussione prospettica che coinvolga gli studenti nei luoghi adibiti».

Secondo i ragazzi il sindaco avrebbe trattato gli studenti universitari e gli studenti medi come un problema di ordine pubblico: «l’immagine deplorevole che la Sua coalizione ha riprodotto della nostra generazione è lampante: consiglieri comunali che a vent’anni si alternano fra il completo silenzio sulle questioni amministrative e la violenza ideologica di chi pensa di poter governare da gendarme sgomberando palazzi vuoti e allestendo presepi. Un tricolore di sfondo e un'aquila nera che poggia su un fascio orizzontale. Inequivocabili simboli rispolverati da qualche nostalgico dello stato nazifascista voluto da Hitler e guidato da Mussolini nel '43? Non solo. È l'immagine plastica di come I capigruppo di maggioranza dell'attuale amministrazione comunale discutono delle questioni politiche della nostra città. Lei, Sindaco, se ne assuma la responsabilità. Si dimetta prima che arrivi la sentenza sull’ “anatra zoppa”»