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Immigrati, sì all’allargamento dello Sprar. Forza Italia imbarazza il sindaco Biondi

D’Eramo furioso: «atteggiamento irresponsabile»

Redazione PdN

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Immigrati, sì all’allargamento dello Sprar. Forza Italia imbarazza il sindaco Biondi

Pierluigi Biondi

 


L’AQUILA. Il Consiglio comunale dell’Aquila ha approvato ieri (17 sì, 1 astenuto) la proposta deliberativa relativa all’acquisizione al patrimonio comunale di un immobile, in via Eusanio Stella, destinato al mercato contadino.

Sulla base di un emendamento al testo deliberativo è stato stabilito che, entro 120 giorni  dall’approvazione dell’atto da parte del Consiglio, si procederà alla concessione in comodato della struttura, per la durata di 19 anni, alle associazioni Slow Food e Cia, “demandando ai competenti settori la predisposizione degli atti consequenziali, ivi compresa la predisposizione del regolamento per la disciplina del mercato contadino da parte della giunta comunale”. L’atto deliberativo è stato presentato dal vice sindaco Guido Quintino Liris, titolare della delega al Patrimonio.


Approvato anche (18 voti favorevoli, 3 contrari), su proposta deliberativa dell’assessore al Bilancio Annalisa Di Stefano, lo schema di convenzione relativo all’affidamento del servizio di Tesoreria comunale, per la durata di cinque anni.

L’ALLARGAMENTO DELLO SPRAR

Ma il punto più importante dal punto di vista politico è arrivata poco dopo quando il Consiglio, dopo aver discusso una serie di interrogazioni e di interpellanze, ha approvato (20 sì, 9 no, 1 astenuto) un ordine del giorno, presentato dai consiglieri di minoranza Paolo Romano ed Elia Serpetti (Il passo possibile), finalizzato all’allargamento del progetto Sprar “Battiti di integrazione”, sistema di protezione per i richiedenti asilo e i rifugiati,  anche a tutela dei minori non accompagnati.

La maggioranza, però, non è stata compatta. Sì di Forza Italia e voto contrario di Noi con Salvini e Fratelli D’Italia, con il sindaco che non era nemmeno presente in aula nel momento del voto.

Da Forza Italia i consiglieri spiegano la ragione del loro voto a sostegno della proposta della minoranza: «finalmente con la clausola di salvaguardia, che fissa un tetto numerico più basso per i minori presenti nel territorio provinciale, e grazie ad un percorso di integrazione fortemente controllato, sarà possibile accogliere i minori anche con un risparmio della spesa per ciascun richiedente asilo. Ogni bambino, inoltre, sarà seguito nel suo percorso, a cominciare dall’insegnamento della lingua italiana e dall’assistenza sanitaria. Accogliere non vuol dire solo fornire pasti e alloggio ma, soprattutto, investire le risorse stanziate per la formazione e l’integrazione del minore».



L’IRA DI D’ERAMO: «ATTEGGIAMENTO IRRESPONSABILE»  

Ma dal centrodestra proteste e contestazioni.

«Con un atteggiamento irresponsabile, Forza Italia ha deciso di mettere in grande imbarazzo il sindaco e l’intera maggioranza di centrodestra», commenta invece il deputato della Lega, Luigi D’Eramo. «Presupponendo con forza che tutti i bambini sono uguali e che in tema di sostegno ai più disagiati non ci sono divergenze di natura politica – dice D’Eramo -  è inaccettabile che su questo tema la maggioranza si faccia dettare l’agenda dall’opposizione. Forza Italia, tra l’altro, ha tradito un preciso impegno concordato in maggioranza, quello di non votare a favore di iniziative dell’opposizione senza un preliminare accordo collegiale. Tra l’altro è stato messo in difficoltà il sindaco mentre era impegnato in un altro incontro istituzionale e mentre sia il suo partito di riferimento, Fratelli d’Italia, che la Lega, hanno votato coerentemente contro. Su questi temi la maggioranza ha il dovere di tenere la barra a dritta, rispettando il patto con gli elettori sottoscritto in fase di campagna elettorale. Quello di Forza Italia è un duplice, gravissimo, errore: da un lato, se ritenuto valido, avrebbe potuto assumere l’iniziativa amministrativa del provvedimento, attraverso la presentazione di un atto ad hoc da sottoporre agli alleati di governo, ma non facendolo ha implicitamente ammesso la propria inerzia; dall’altro ha aperto un pericoloso fronte all’interno dello schieramento di maggioranza, mettendo in imbarazzo politico sindaco, assessore di riferimento e altri partiti. Il tema dell’accoglienza, per la sua delicatezza, va affrontato nell’ottica di una programmazione complessiva e concertata, non con golpe politici di bassissimo cabotaggio».  

Secondo Andrea Costantini, segretario Lega Giovani sul territorio Aquilano, «la schizofrenia di coloro che parlano di difesa dell’identità e poi accettano lo sperpero di denaro pubblico in favore di clandestini e irregolari, è un insulto alle decine di famiglie aquilane in difficoltà economica alle quali il comune ancora non riesce a dare un'assistenza dignitosa».


«MAGGIORANZA SPACCATA»

Gongola il Pd che sottolinea come proprio su quel punto la maggioranza in Consiglio comunale si sia spaccata. Per Albano «si tratta di una proposta di assoluto buon senso, e siamo soddisfatti che il Consiglio comunale l’abbia approvata. Fratelli d’Italia ha votato contro. Si tratta del partito del sindaco che tra l’altro è uscito dall’Aula al momento del voto. E’ evidente che si tratta di una bocciatura politica del sindaco ed è persino elementare leggervi una risposta alla conferenza stampa di Forza Italia che ieri ha fatto un surreale bilancio di partito dell’attività amministrativa, senza il sindaco. Siamo alla guerra aperta, ormai: come si può solo pensare di governare una città come L’Aquila, con tutti i problemi che si devono affrontare, in queste condizioni di lacerazione?».   


«Quel voto- commenta invece Simone Laurenzi, coordinatore abruzzese del movimento Casapound– è gravissimo. Chi aveva vinto le elezioni all’insegna dello slogan «Prima gli aquilani» tradisce le promesse della campagna elettorale, come dimostra anche l’impasse sulla vicenda del bando di housing sociale per gli alloggi del Progetto CASE, sospeso ormai da sei mesi senza che le attese soluzioni per i cittadini aquilani che ne hanno fatto richiesta siano state ancora messe in campo».