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Montesilvano, in 4 anni girandola di 11 assessori

Corrado Di Sante (Rc): «più che una giunta una fisarmonica stonata»

Redazione PdN

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Montesilvano, in 4 anni girandola di 11 assessori

Francesco Maragno


 

MONTESILVANO. Non solo Manola Musa: in 4 anni di amministrazione guidata da Francesco Maragno, la giunta ha visto l’alternanza di ben 11 assessori.

La prima giunta Maragno fu varata a giugno 2014 ed era composta da 5 assessori Leo Brocchi, Ottavio De Martinis (Forza Italia), Paolo Cilli (Montesilvano in comune), Caterina Verrigni e Maria Rosaria Parlione (Montesilvano Futura).  A distanza di 4 anni, di quella giunta, resistono in 3, De Martinis, Cilli e Parlione, già assessore della giunta Cantagallo.


«Ben 11 assessori si sono alternati finora, la giunta come una fisarmonica stonata è passata da 5 a 7, poi a 6, poi di nuovo 7, ora 6 e domani chissà…», analizza Corrado Di Sante di Rifondazione Comunista.  Non sono mancate neppure le dimissioni («irrevocabili», disse http://www.primadanoi.it/news/politica/553402/Montesilvano--Maragno-formalizza-dimissioni-.html )   del sindaco. A settembre 2014, pochi mesi dopo l’insediamento, Maragno denunciò le ingerenze dei cosiddetti “poteri forti”, tutto si risolse con la nomina di due assessori in più: Cozzi e D’Onofrio.

Sedici giorni di riflessione per passare da «le mie dimissioni sono irrevocabili» al «torno per il bene della città».


Gli assessori dimissionari sono stati 4 (Brocchi, Verrigni, D’Onofrio e Cilli), mentre Fabio Vaccaro, già consigliere di centrosinistra con l'amministrazione Di Mattia, è stato assessore per 11 mesi, fin tanto che il Tar ha decretato la sua nomina illegittima perché Maragno non ha rispettato la parità di genere nella sua Giunta.  Paolo Cilli è l’assessore ballerino un po’ dentro e un po’ fuori, ma sempre in poltrona.


 


«Un quadro impietoso», continua Di Sante, «che per fortuna volge al termine, ultima vicenda, quella legata al defenestramento via Whatsapp dell’assessore Manola Musa. Il centrodestra coeso è una barzelletta, nessun programma comune, ma sin dal principio una sommatoria di interessi particolari, ognuno coltiva il proprio orticello con tanto tantissimo attaccamento alla poltrona».


I cosiddetti “ribelli” nei momenti decisivi non hanno mai fatto mancare il loro sostegno. Sostegno a Maragno che è arrivato anche dalla cosiddetta opposizione di centrosinistra, astensioni e assenze strategiche hanno permesso a Maragno di rimanere in sella.

«A Montesilvano è sempre tempo di cambi di casacca e giri di poltrone», va avanti l’esponente di Rc, «i politicanti strepitano e sgomitano ma non hanno mai smesso di andare a braccetto. I costruttori hanno portato all’incasso le convenzioni capestro e i premi di cubatura, ottenuti durante la giunta Cantagallo con le giunte di centrodestra prima di Cordoma e ora di Maragno, passando per il centrosinistro “rinnovato” di Di Mattia. È la politica del “Gattopardo”. Questo è il personale politico di centrodestra e centrosinistro che il Movimento 5 stelle caldeggia nei due forni per il governo nazionale. La politica sana, le idee, i progetti per la città futura vivono altrove: nei comitati, nelle associazioni, nella cittadinanza attiva che non ha padrini e padroni e si batte per una Montesilvano più bella, solidale e vivibile.  È il momento di prendere in mano il futuro della nostra città e rompere definitivamente con ricatti e sudditanze. Si può essere coerenti e liberi anche a Montesilvano. Rifondazione Comunista in città lo è da tempo e lo sarà anche per il futuro».