IN COMUNE

Città Sant’Angelo: due esposti alla Corte dei Conti per lo schema di bilancio

A firmarlo sono stati consiglieri comunali di minoranza

Redazione PdN

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Gabriele Florindi

Gabriele Florindi


CITTA’ SANT’ANGELO. Approvato lo schema di Bilancio del Comune di Città Sant’Angelo, il gruppo d’opposizione critica la giunta guidata da Gabriele Florindi e chiede il controllo sull’uso dei soldi pubblici.

I consiglieri Perazzetti, Travaglini e Valloreo si dicono sorpresi dallo schema che «ci consegna un Comune Commissariato nei fatti, anche se non formalmente: i tagli sono stati assolutamente drastici e non sostenibili, specie per il funzionamento degli Uffici, chiamati così a vegetare fino a fine mandato, essendo assolutamente impediti anche solo a fare fotocopie o acquistare materiale di cancelleria».

I tre focalizzano l’attenzione anche sull’esposizione di tesoreria che preoccupa tantissimo, riguardo alle possibilità di rientri che l’Ente può garantire.

Il timore dei consiglieri comunali di opposizione è che la macchina amministrativa sia destinata ad una paralisi progressiva «già in atto da tempo».


I tre hanno così deciso di depositare alla Corte dei Conti della Regione Abruzzo 2 esposti per chiedere un accertamento ed una eventuale condanna alla restituzione di somme che negli anni sono state spese senza presupposti o illegittimamente.


I consiglieri di minoranza contestano anche il fatto che l’assessore alle Finanze Denia Di Giacomo, più volte invitata a dimettersi ha lasciato la delega alle Partecipate proprio dopo che si è deciso di vendere la Farmacia Comunale «la più importante e sana delle Partecipate, per foraggiare un’attività propedeutica solo ad un restyling di immagine della sinistra angolana, certa che sarà l’ultimo mandato che gestirà. Un assessore alle finanze che

non ha mosso un dito per recuperare somme da incarichi inutuili e affidamenti illegittimi dati

all’interno delle partecipate».

I tre consiglieri d’opposizione si dicono pure pronti a dare battaglia in Consiglio Comunale «per difendere il diritto della collettività ad avere una macchina comunale non asservita e sacrificata a logiche di partito».