LA DENUNCIA

L’Aquila: «sindaco apre le porte agli speculatori immobiliari»

L’allarme di Coalizione Sociale

Redazione PdN

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Pierluigi Biondi

 

 

 

L’AQUILA. Due giorni fa in Consiglio comunale a L’Aquila  la maggioranza ha approvato il piano delle alienazioni e valorizzazioni del patrimonio disponibile: si tratta degli immobili che il Comune decide di mettere a reddito (vendita, permute, concessioni d'uso,....)

 

La novità di quest’anno è l'immissione al patrimonio di centinaia di appartamenti acquisiti dal Comune in conseguenza della pratica dell’acquisto equivalente.

Proprio perché rappresentano un patrimonio immobiliare ingente e di pregio, la Coalizione Sociale già qualche settimana ha presentato un'interrogazione (ancora non discussa) per conoscere dati esatti (quante sono le procedure, quanti gli appartamenti acquisiti a pieno titolo, quanti quelli ricostruiti e utilizzati, a quanto ammontano le spese sostenute dal Comune - condominiali, di utenze e quant'altro).

 

Si parla di quasi 600 appartamenti di cui circa 250 immessi al patrimonio che l'Amministrazione ha deciso di inserire nel piano delle alienazioni destinandoli per il primo anno (2018) alla permuta in favore di chi rinuncia a ricostruire nel proprio sito, come da legge, e successivamente  al libero mercato, auspicando addirittura l'acquisizione da parte di fondi immobiliari.

 

Una scelta deleteria, secondo Coalizione Sociale, per almeno due motivi.

Il primo: la cessione di tanti immobili di pregio determinerebbe un ulteriore tracollo dei prezzi di vendita, già in picchiata a differenza degli affitti, e, soprattutto, spiegano sempre da Coalizione Sociale, se intervenissero fondi immobiliari, che possono permettersi di investire oggi per trarre profitto magari tra 10 anni, si avrebbe un patrimonio "immobilizzato" e quindi dannoso per la città, insomma l'ennesima speculazione.

Un patrimonio che invece deve essere utilizzato - e si arriva al secondo motivo - il prima possibile per avviare politiche urbane di ripopolamento eterogeneo e non escludente, attrattive per la residenzialità studentesca perchè una città universitaria è tale se gli studenti vivono nel territorio, ne frequentano gli spazi ricreativi e aggregativi e ne utilizzano i servizi (mobilità).

 

«E visto che l'Università, da qualche anno insieme al GSSI, ha sempre rappresentato una fetta importante dell'economia del territorio, quella che oggi ha maggiori prospettive di crescita come indicato da molti autorevoli studi, è fondamentale attuare strategie attrattive: corsi accessibili e città accogliente», chiude Coalizione Sociale .

 

Già qualche mese fa la stampa parlava di possibili accordi con la locale Università e il Gran Sasso Science Istituite per l'utilizzo di parte degli appartamenti ad affitto agevolato per studenti fuori sede. Che sviluppo hanno avuto quelle interlocuzioni? E ancora cosa ne pensano di questa vicenda Università e GSSI?