SELEZIONI

Manoppello, minoranza contro l' incarico all’avvocato ‘di fiducia’ del sindaco

«Allo stesso legale 11 incarichi in un anno»

Redazione PdN

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Manoppello, minoranza contro l' incarico all’avvocato ‘di fiducia’ del sindaco

MANOPPELLO. Le consigliere comunali del Gruppo "Manoppello L'Alternativa" Barbara Toppi e Antonella Faraone contestano gli incarichi affidati dalla giunta «senza alcun tipo di selezione o bando» all’avvocato Maurizio Sante Minichilli.

Che il legale Minichilli fosse uomo di fiducia del sindaco è cosa nota, dicono le due consigliere facendo notare che è l’unico professionista ad aver avuto incarichi legali nell'ultimo anno, 11 per la precisione, tra cui «uno strano affidamento postumo, la cui legittimità sarà accertata nelle sedi opportune, assegnatogli dal
responsabile dell’Ufficio di Piano del Comune di Manoppello».

Le due provano a ricostruire quanto accaduto partendo dal 19 gennaio scorso quando è apparso sul sito del Comune di Manoppello un avviso pubblico rivolto agli avvocati per partecipare ad una procedura negoziata per l’affidamento dei servizi legali per la durata di due anni e un importo a base d’asta di 45.000 euro (oltre IVA e oneri di legge). «Il bando, oltre a non essere stato affatto diffuso sui canali social, al contrario di quanto avviene di solito», sostengono le due consigliere,  «aveva criteri molto selettivi». Infatti si richiedeva un’esperienza decennale in proprio, incarichi di patrocinio in favore di enti pubblici e l’iscrizione all’Albo da almeno 15 anni, tagliando fuori, così, molti validi professionisti solo per una questione anagrafica.

In più, erano solo 10 i giorni per presentare la candidatura.

Otto professionisti hanno presentato la propria manifestazione di interesse. «L’illusione di una regolare procedura di gara è però durata poco», continuano le due consigliere.

Scaduto il termine di presentazione delle domande, anziché l’aggiudicazione da parte della Stazione Appaltante, è arrivato lo stop della Giunta Comunale che ha sospeso la procedura di affidamento “al fine di ampliare la platea dei soggetti potenzialmente interessati”.

«Motivazioni condivisibili», dicono le consigliere, «se la volontà fosse stata davvero quella di “procedere ad una modifica ed estensione dei requisiti di partecipazione”, come dichiarato in delibera».

La Giunta avrebbe dovuto stabilire i nuovi requisiti e procedere alla riapertura del bando per raccogliere nuove manifestazioni di interesse.

«Invece la procedura è stata bloccata», denunciano le due consigliere, «perché con otto competitor si rischiava di affidare il servizio a qualcuno che non rientrava nelle simpatie dell’Amministrazione. Con un colpo di spugna, la Giunta ha quindi cancellato tutto quanto già fatto ed ha proceduto ad affidare l’incarico direttamente ad uno degli otto candidati: appunto, l’avvocato Maurizio Sante Minichilli. Ma bisogna fare i conti ora con la normativa sui contratti pubblici e con l’ANAC, che non consentono gli incarichi fiduciari, quelli che tanto piacciono a questa Amministrazione».