CAMPAGNA E VELENI

Manifesti abusivi D’Alfonso: «I vigili non intervengono» e Di Maio e Dibba ridono del governatore

Vacca segnala una lunga serie di manifesti abusivi

Redazione PdN

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Manifesti abusivi D’Alfonso: «I vigili non intervengono» e Di Maio e Dibba ridono del governatore

 

 

PESCARA. «Ho chiamato personalmente il capo dei vigili urbani di Pescara per segnalargli la situazione. I vigili dovrebbero coprire i manifesti abusi ma in realtà non fanno niente».

 

E’ dura la denuncia on line del deputato del Movimento 5 Stelle, Gianluca Vacca, che ieri sera in una diretta Facebook ha mostrato tutti i manifesti abusivi del Governatore Luciano D’Alfonso. Ben 14 solo su via del Santuario. Ma ce ne sono altri anche in via Colli Innamorati e sparsi un po’ per tutta la città.

«Nel patetico tentativo di raccattare qualche voto», ha denunciato Vacca, «D’Alfonso o chi per lui, la mandataria è l’avvocata Carla Tiboni,  ha tappezzato la città prima che il Comune indicasse gli spazi. E così ha messo manifesti ovunque, anche in spazi non suoi.  Avrebbe diritto a due spazi, invece se n’è presi 14 solo su via del Santuario».

Vacca ha raccontato di aver chiamato personalmente anche il prefetto di Pescara per chiedergli di intimare il rispetto delle regole.

 Intanto ieri, a manifesti già incollati sui pannelli metallici, il Comune è passato con pennello e vernice blu a nominare le varie posizioni. E i numeri sono finiti anche sul viso di D’Alfonso e in alcuni casi anche sui simboli di Forza Italia.

Vacca via email, pec e fax ha segnalato ai vigili anche il comportamento scorretto delle cosiddette ‘vele’, ovvero i camioncini elettorali: «restano ferme nei luoghi più affollati della città mentre per legge dovrebbero essere sempre in movimento. Questo è un paese che va al contrario», ha chiuso Vacca, «chi vuole rispettare le regole viene  danneggiato chi se ne frega, invece, è avvantaggiato».



DI MAIO E DI BATTISTA … E D’ALFONSO

Ma D’Alfonso è stato preso di mira nelle ultime ore anche da due big del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista.

Ieri sulla sua pagina Facebook (dove non sono più accessibili centinaia di post vecchi) D’Alfonso ha pubblicato una foto di un suo incontro a Chieti con il candidato premier dei grillini con la didascalia: «Via Erasmo Piaggio a Chieti scalo: un saluto occasionale e cordiale durante il quale ho anticipato le ragioni dell'Abruzzo».

Di Maio, in un video che sta circolando in queste on line ha raccontato all’amico Dibba come sono andate le cose: «mentre stavo facendo delle telefonate nella hall mi si presenta il governatore D’Alfonso che vuole parlare del futuro dell’Abruzzo, lui che ha già governato… si è fatto una foto con me è poi l’ha pubblicata»

«Occhio», gli ha suggerito Di Battista, «verifica se sia incensurato altrimenti i giornali ti accuseranno di esserti fatto una foto con un indagato».

«Non lo so se è incensurato», gli risponde Di Maio «ma è stato indagato più volte…»

 


I DUBBI DI ACERBO

Intanto Maurizio Acerbo chiede ai consiglieri regionali «sonnecchianti» e alle sigle sindacali di verificare se sia vero che da gennaio di quest'anno Tua spa avrebbe violato l'accordo stipulato con i sindacati superando le regole della Banca ore e pagando le prestazioni straordinarie solo ed unicamente ai capi unità di produzione, quadri aziendali che svolgono la funzione di Responsabili di sedi periferiche.

«Mi dicono che la maggior parte di questi beneficiati sarebbero di Lanciano, collegio elettorale dell’assessore ai trasporti e candidato alla Camera Camillo D’Alessandro», sostiene Acerbo.

E proprio ieri D’Alessando, in una diretta Facebook  dalle storiche ferrovie della Sangritana di Lanciano ha lanciato l’idea della "Ferrovia dei due mari": «un intervento sul territorio che collega la costa alle montagne in un grande piano di sviluppo e turismo. 43 km di pista ciclabile; 95 km di strada ferrata, 180 km di piste da sci collegate in continuità».