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D’Alfonso vuole pure distacco del consigliere “convenuto”. Antonelli: «mi sta minacciando»

Il consigliere comunale racconta di un malore e di stress e sta valutando una denuncia

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D’Alfonso vuole pure distacco del consigliere “convenuto”. Antonelli: «mi sta minacciando»

Del Vecchio, Alessandrini, Antonelli

ABRUZZO. Il presidente della Regione Abruzzo ha chiesto il distacco in Regione di Marcello Antonelli, consigliere comunale di Forza Italia e dipendente di Fs, attualmente in servizio a Pescara  per il monitoraggio degli investimenti del Masterplan nell’ambito delle infrastrutture ferroviarie.

 

Una «risposta per le rime», ha ammesso il segretario Enzo Del Vecchio, alla polemica sollevata proprio da Antonelli sul distacco in Comune, a Pescara, della storica segretaria di D’Alfonso, Marianna Di Stefano.

Antonelli un po’ ci ride su ma poi si fa serio e spiega di sentirsi minacciato dal presidente che nei mesi scorsi lo ha già denunciato chiedendogli un risarcimento di 50 mila euro. E sempre il consigliere comunale di Forza Italia, e “convenuto”, sostiene di aver perso la serenità proprio a causa delle pressioni del governatore e dopo un malore avuto nei giorni scorsi in Commissione, annuncia che sta valutando l’ipotesi di una denuncia.

Lo stesso stress  starebbero subendo anche i familiari intorno a lui: «anziani e bambini».

 

IL DISTACCO

La ‘geniale’ trovata dalfonsiana è arrivata poche ore dopo che Antonelli aveva sollevato la vicenda della dipendente Marianna Di Stefano, da 4 anni in forza in Regione con un distacco dal Comune come Dirigente della Segreteria di Presidenza, con uno stipendio pagato ovviamente dalla Regione.

Dal 10 febbraio il suo stipendio verrà, invece, pagato dal Comune, in quanto il contratto in Regione con la Di Stefano è scaduto e non poteva essere rinnovato a causa del blocco imposto dalla Corte dei Conti per la mancata approvazione, da parte del Governatore, dei bilanci consuntivi.

L’ente comunale in predissesto di fatto si trova a dover pagare uno stipendio in più (per situazioni simili è stata chiesta una autorizzazione al ministero) oltre all’altro di una dipendente comunale distaccata altrove (dunque non in servizio in municipio) di stanza in una università del nord per un dottorato.

 

 

«Per tentare di mascherare un provvedimento ingiustificabile, e che io stesso sto trasmettendo alla Corte dei Conti», aveva spiegato Antonelli, «il Governatore ha tentato di giocarsi la carta di un inutile colpo di scena, cercando, addirittura, la mia presenza in Regione, sempre in distacco da Trenitalia Spa, quale figura di raccordo istituzionale tra i due Enti».

Antonelli comunque spiega che in base al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, non potrebbe mai accettare un distacco dalle Ferrovie dello Stato alla Regione ricoprendo anche un ruolo di pubblico amministratore in Comune.

 




«UNA MINACCIA»

Ma Antonelli con questa iniziativa di D’Alfonso, così come nella richiesta di 50mila euro di danni, vede anche «una minaccia, nemmeno palese, nei miei confronti, una minaccia che mira a impedirmi il libero e democratico esercizio del ruolo di Consigliere comunale».

E infatti oggi, durante una seduta di Commissione proprio Antonelli ha fatto verbalizzare di non potersi esprimere a proposito di una delibera in esame in quanto si sente pubblicamente minacciato dal Governatore d’Abruzzo.

«Questa vicenda», continua Antonelli, «ha generato uno stato di palese apprensione, non solo in me, ma anche tra i componenti della mia famiglia, che vede la presenza di anziani e bambini, tanto che, dopo un malore in Comune, ho consultato anche i miei avvocati con i quali decideremo, nelle prossime ore, le eventuali azioni da intraprendere. E questo soprattutto alla luce anche delle dichiarazioni rilasciate dal Segretario del Presidente, Enzo Del Vecchio».

Del Vecchio sul blog di Lilli Mandara, a domanda precisa, ha risposto che la lettera del Governatore è una ‘una risposta per le rime’ alla richiesta di accertamenti.

 



 




ANTONELLI ACCETTA LA SFIDA

Antonelli fa sapere che accetta la sfida del Governatore e rilancia: «visto il provvidenziale tempismo dimostrato nel ‘caso’ della dottoressa Di Stefano, che si è vista attribuire l’incarico in appena ventiquattro ore, io gli concedo quarantotto ore prima di provvedere, quindi già domani, giovedì 15 febbraio, mi recherò nel mio nuovo presunto posto di lavoro, al Palazzo della Regione in viale Bovio, per entrare nel mio nuovo presunto ufficio, che a questo punto dovrò trovare già pronto per accogliermi. Al Presidente chiedo però di modificare il mio presunto incarico, affidandomi non il controllo delle infrastrutture ferroviarie, ma dei faldoni inerenti l’edilizia, i cambi di destinazione d’uso e la sanità privata, sempre sul territorio di Pescara, permettendomi di lavorare veramente curando gli interessi pubblici della città».