DEMOCRAZIA MONCA

Rosatellum. Il Tribunale de L’Aquila dice no al ricorso d'urgenza ma la legge è in pericolo

Il giudice non esclude che in fase di esame di merito si possa incardinare la questione di legittimità costituzionale

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

421

Rosatellum. Il Tribunale de L’Aquila dice no al ricorso d'urgenza ma la legge è in pericolo

 

L’AQUILA.  Il Tribunale dell'Aquila ha dichiarato inammissibile il ricorso d'urgenza presentato sul Rosatellum bis, la legge elettorale, presentato da un esponente di Alternativa Libera, che agiva in qualità di elettore a tutela del proprio voto e firmato dall'avvocato Paolo Colasante.

A parere del tribunale «manca del tutto il requisito della strumentalità tra tutela cautelare e provvedimento definitivo», e quindi non si giustifica un provvedimento d'urgenza, perché «è un fatto che le elezioni politiche sono state già indette e si terranno tra poche settimane».

 

Il ricorso puntava a sollevare questione di legittimità su alcune disposizioni del Rosatellum di fronte alla Corte Costituzionale.

Ma il tribunale sottolinea che un intervento della Consulta finalizzato, nei fatti, a correggere il risultato delle elezioni attraverso un riconteggio dei voti «provocherebbe più problemi di quanti intende risolvere: sarebbe assai difficile sostenere che i principi di libertà e consapevolezza del voto sarebbero rispettati se l'elettore avesse votato avendo come riferimento un certo sistema elettorale (e intendesse quindi perseguire un certo risultato), e vedesse poi utilizzata la sua volontà, così come espressa, in un sistema diverso, con effetti nemmeno ipotizzati al momento della consultazione elettorale».

«Dato che l'eventuale pronuncia della Corte Costituzionale non potrebbe avere altro effetto se non quello di incidere su future elezioni - conclude il tribunale - tale risultato è raggiungibile anche con un incidente di costituzionalità sollevato nell'ambito del giudizio di merito, peraltro già introdotto dal ricorrente, per cui non è necessario provvedere in via d'urgenza».

Un'analoga pronuncia era stata emessa nei giorni scorsi dal tribunale di Firenze.