SCHERMAGLIE

Ecolan, sindaco di Tollo si difende: «nessun segreto, lettera era indirizzata al sindaco»

Il Ministero ha contestato affidamento diretto. Radica: «cosa momentanea»

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

540

Angelo Radica

Angelo Radica

TOLLO. Dopo alcuni giorni di silenzio il sindaco di Tollo, Angelo Radica, ha risposto alle accuse della minoranza sulla lettera inviata dal Ministero, in merito all’affidamento del servizio alla Ecolan, rimasta nascosta.

 

Il primo cittadino rivendica il lavoro fatto e spiega che ha fatto risparmiare per il servizio rifiuti «circa 80.000 euro» e nel 2017 «si è pure raggiunta la percentuale record dell’86 % di raccolta differenziata».

«La lettera», spiega Radica, «non doveva essere comunicata ai consiglieri in quanto indirizzata al Sindaco, unico responsabile dell’ordinanza. Un Consigliere di opposizione ne è venuto a conoscenza forse perché imbeccato da un dipendente, ne ha fatto richiesta di copia e gliene è stata data immediatamente una. Abbiamo prontamente valutato il contenuto della lettera con l’Ufficio Tecnico e il nostro avvocato e abbiamo preparato la risposta».

 La contestazione riguarda l’affidamento di un servizio che non può avvenire per mezzo di ordinanza. «Nel nostro caso si tratta soltanto di gestione temporanea dello stesso in attesa di espletare la gara o di affidamento diretto nel caso ingresso in Eco.Lan», si difende Radica. 
«La durata di 9 mesi è dovuta ai temi tecnici necessari per completare uno dei due procedimenti come la realtà dei fatti poi sta dimostrando. A breve provvederemo a sanare la situazione temporanea individuando la soluzione migliore sempre nell’interesse dei cittadini e nel rispetto delle leggi».



 L’OPPOSIZIONE NON E’ SODDISFATTA

Ma la risposta del sindaco non soddisfa chi aveva montato il caso, ovvero  il gruppo consigliare ‘Art. 1 per Tollo’ guidato da Ettore Leve che sottolinea anche «le varie fandonie scritte», da Radica, «come per esempio l'abbassamento della tassa sui rifiuti.

 L'ordinanza, che non poteva essere emessa, conteneva una serie di errori e il Ministero invitava il sindaco a procedere alla rimozione dell'ordinanza.

«Questa lettera è stata tenuta nascosta», ribadisce Leve, «anche ai componenti della maggioranza, per tre mesi e si è venuta a conoscenza solo grazie all'intervento del sottoscritto. Secondo il sindaco la comunicazione non doveva essere resa nota. Cioè una comunicazione che riguarda un servizio pagato da tutti i cittadini deve essere tenuta all'oscuro non solo dei cittadini ma anche dei consiglieri che rappresentano la cittadinanza, come se la cosa fosse un fatto privato. Addirittura non è stata comunicata neanche al consigliere con delega all'ambiente. Il sindaco dice anche che la lettera è stata valutata con l'ufficio tecnico e l’ avvocato, quindi la lettera era conosciuta dal tecnico, dall'avvocato ma sconosciuta agli amministratori e al delegato all'ambiente, ottimo! Si deduce quindi che l'avvocato incaricato sarà pagato direttamente dal sindaco, se è un fatto privato, e non sarà posto a carico degli altri amministratori e della cittadinanza».