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Mercato etnico Pescara: show centrodestra in aula. L’assessore Civitarese resta in giunta

Lunga giornata in Consiglio comunale

Redazione PdN

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Mercato etnico Pescara: show centrodestra in aula. L’assessore Civitarese resta in giunta

 

 

PESCARA. Un maxi assegno da 250mila euro, con il logo del Comune di Pescara, intestato al 'Mercatino fintamente etnico' e firmato dalla 'Giunta Alessandrini'.

E' la protesta dei consiglieri comunali di centrodestra durante i lavori del Consiglio comunale di Pescara, chiamato a discutere le migliaia di emendamenti alla delibera relativa alla realizzazione di un'area da destinare al mercato etnico.

L'iniziativa è stata portata avanti dai consiglieri comunali Marcello Antonelli, Vincenzo D'Incecco, Fabrizio Rapposelli (Fi), Carlo Masci (Pescara Futura), Guerino Testa, Alfredo Cremonese e Massimo Pastore (Pescara in Testa), che hanno tirato fuori lo striscione durante le dichiarazioni di voto.

Il centrodestra, così come il Movimento 5 Stelle, è contrario alla realizzazione di un mercato etnico nel sottopasso della stazione ferroviaria, mentre propone la soluzione dell'inserimento degli operatori nei mercati rionali.

«Continua la nostra battaglia - dicono i consiglieri di centrodestra - che non è contro la comunità senegalese, ma piuttosto contro l'idea di realizzare un mercato definito etnico dove, si sa, non verranno venduti prodotti etnici. Venderanno merce contraffatta, la storia ci dice questo. Non possiamo permettere che vengano spesi 250mila euro per un progetto del genere. Diciamo no ad un mercato chiuso, mentre siamo favorevoli per l'organizzazione all'interno dei mercati rionali, che vuol dire integrazione vera».

Proprio sulla questione del mercatino etnico si gioca anche l’equilibrio della maggioranza Alessandrini in quanto Sinistra Italiana ha valutato seriamente l’intenzione di lasciare la coalizione nel caso in cui la delibera non dovesse passare.

Dopo qualche giorno particolarmente caldo il primo cittadino ha proposto una soluzione chiedendo come tempo limite per definire la questione l’inizio del 2018.

Sinistra Italiana sembra essersi decisa a mantenere la calma ma ha avvertito che saranno valutati passo passo tempi e modi e che entrò mercoledì scioglieranno le riserve sulla loro partecipazione alla sessione bilancio.  

Ma in queste ore la maggioranza Alessandrini ha corso anche un altro rischio, quello di perdere l’assessore all’Urbanistica Stefano Civitarese che comunque oggi ha assicurato: «non mi dimetto».

Nei giorni scorsi l’assessore aveva inviato agli amministratori di Pescara una lettera-ultimatum nella quale si diceva pronto a lasciare in mancanza di garanzie sufficienti per mandare avanti il suo programma.

 Un programma ricco e decisivo per la città: aree di risulta, nuovo stadio, misure anti smog, corso Vittorio a doppio senso per i bus, piste ciclabili. Sono tanti i progetti portati avanti da Civitarese, ma non sempre e non da tutti accolti con consenso unanime dalla sua maggioranza.

«Il confronto è il sale della politica e lo strumento migliore per fare scelte a favore della città», gli ha detto il vice sindaco Antonio Blasioli.

«La giunta Alessandrini è compatta nelle scelte portate avanti dall’assessore Civitarese che si trovano all’interno delle linee di mandato, alcune delle quali erano già state iniziate prima dell’ingresso in Giunta di Stefano e che lui ha portato avanti. Molte di queste scelte sono davvero attese dalla città e non mi risulta che nessuno si sia frapposto per esempio alla sua idea di area di risulta, alla sua idea di decreto sviluppo o alle Norme Tecniche di Attuazione che abbiamo da poco approvato in Consiglio Comunale».

Duro, invece, il commento di Fratelli d’Italia secondo cui il sindaco Alessandrini sarebbe sempre più ostaggio dei suoi assessori: «le beghe interne non interessano a nessuno: a Pescara e ai pescaresi interessa la politica del fare, interessa che la città funzioni, che temi strategici e importanti per lo sviluppo della nostra area come la viabilità o le grandi opere (se la Giunta Alessandrini si trova a discutere di grandi opere il merito è solo del centrodestra che ha lottato per una visione europea della nostra città) vengano concepiti per il bene della collettività senza passare per gli stati d’animo incostanti dei singoli».