POLEMICHE IN COMUNE

Canistro, sindaco Di Paolo: «non mi dimetto, hotel di mia moglie era autorizzato»

«Il ‘conflitto di inopportunità’ non è contemplato dalla legislazione vigente»

Redazione PdN

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Canistro, il sindaco: «la Regione ci sia la concessione della Santa Croce»

Il sindaco Angelo Di Paolo

 

 

 

CANISTRO. Una richiesta «inopportuna» senza alcun «fondamento giuridico».

Il sindaco di Canistro, Angelo Di Paolo, respinge al mittente le richieste di dimissioni arrivate dal consigliere di minoranza Orlando Coco dopo che proprio il primo cittadino ha dovuto chiudere l’hotel gestito dalla moglie.

Di Paolo ricorda al suo avversario politico che ad oggi nulla è cambiato in merito alle sue condizioni di candidabilità, eleggibilità e compatibilità e che il ‘grave conflitto di inopportunità’ adombrato da Coco «non è contemplato dalla legislazione vigente».

Il sindaco respinge anche le ipotesi di conflitto di interessi: «come è stato già detto nel corso di un consiglio comunale nel 2016 la società Arco srl che gestisce l’hotel Rio non è partecipata dal Comune di Canistro, non riceve contributi o benefici, né dal Comune, né dalla Asl».

Di Paolo sottolinea ancora che la società di sua moglie «è stata regolarmente autorizzata dal responsabile dell’ufficio tecnico con la destinazione di attività alberghiera».

La Coco ha raccontato che i carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni non hanno trovato alcun problema dal punto di vista igienico-sanitario: «nella nostra struttura ci sono anziani autosufficienti, non si tratta in alcun modo di un ospizio. C’erano però problemi per quanto riguarda le autorizzazioni per questo tipo di attività, visto che la licenza attuale prevede solo tipologie di attività che riguardano albergo e ristorazione. Mi sono stati concessi 30 giorni per adeguarmi alla normativa».

Il consigliere Coco nell’avanzare la richiesta di dimissioni si era domandato: «come può un sindaco o i suoi familiari aver gestito e possedere una struttura erogante servizi così importanti ad un’utenza fragile e debole senza le autorizzazioni necessarie?»