MONOTONIA AL POTERE

Enzo Del Vecchio al Consorzio Industriale: «la nomina non è regolare»

Presentata da Forza Italia una interrogazione scritta a cui seguirà l'intervento all'Anac

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

1023

Enzo Del Vecchio al Consorzio Industriale: «la nomina non è regolare»

D'Alfonso e Del Vecchio

ABRUZZO. Dopo il gran rifiuto di Gianni Teodoro, che non ha mai neppure risposto alle mail di convocazione, adesso scoppia un nuovo caso sul sostituto scelto dalla giunta regionale, ovvero Enzo Del Vecchio, ex vice sindaco di Pescara e dall’aprile scorso responsabile della segreteria del presidente della regione Luciano D’Alfonso.

Intervento a gamba tesa del centrodestra, che ormai da mesi ‘gioca’ a rintuzzare le scelte del governatore. «non si può fare», spiegano i consiglieri di Forza Italia Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri, «perché nell’ultimo anno Del Vecchio ha ricoperto il ruolo di amministratore e componente di Giunta del Comune di Pescara che supera i 15 mila abitanti» e questo sarebbe un elemento di inconferibilità.

I due esponenti di minoranza hanno presentato sul caso una interrogazione scritta, articolata e documentata, all’attenzione di D'Alfonso e dell’assessore regionale competente Giovanni Lolli.

Le contestazioni di Febbo e Sospiri si basano su di un parere dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (AG 85/15/AC del 2.12.2015) che chiamava in causa l’articolo 7, comma 1, lett. c) del D.Lgs. n. 39/2013 e la conseguente applicazione degli artt. 17,18 e 20, co. 5 del D.Lgs 39/2013.

Che farà a questo punto la Regione? Deve mettersi alla ricerca di un sostituto del sostituto Del Vecchio) del sostituto (Teodoro)?

Febbo e Sospiri investiranno del caso proprio l’Autorità Nazionale Anticorruzione visto il parere già espresso.

Di sicuro Del Vecchio il 26 maggio scorso ha reso la dichiarazione di insussistenza di cause di inconferibilità ed incompatibilità degli incarichi di amministratore di ente pubblico e di amministratore di ente di diritto privato in controllo pubblico.

Ora i consiglieri di Forza Italia vogliono sapere se la dichiarazione dell’ex vice sindaco sia legittima in quanto riferita ad incarichi di amministratore, ovvero di mera legale rappresentanza di ente pubblico e di amministratore di ente di diritto privato in controllo. Invece la nomina in oggetto è per il ruolo di liquidatore, figura alla quale spetterebbe un potere gestionale.

«D’Alfonso», insiste il duo forzista, «deve farci capire soprattutto come intende uscire fuori dall’immobilismo in cui si versa oggi l’ex Consorzio. Abbiamo il territorio, le infrastrutture e le strade delle aree industriali di Chieti e Pescara in totale abbandono somigliano sempre più alle Città bombardate di Aleppo e Mossul». Oggi gli imprenditori e le aziende ancora insediate in quell’area hanno serie difficoltà di collegamento e si sentono dimenticati poiché manca da anni un serio e concreto servizio di manutenzione e accortezza.


Alberto Balducci del Pd ha replicato: «Il provvedimento – che prende in esame il caso del presidente di un Consorzio già consigliere comunale – stabilisce chiaramente che i membri non aventi deleghe gestionali dirette non sono soggetti all’applicazione del D. Lgs. 39/2013 “essendo necessaria l’attribuzione di prerogative ulteriori, tali da rendere assimilabile la posizione ricoperta a quella di amministratore delegato».