BUSINESS E ACCOGLIENZA

Requisizioni case, Gasparri insiste: «so che c’è un piano»

Viminale e sindaco però smentiscono: «è bufala»

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

1026

Requisizioni case, Gasparri insiste: «so che c’è un piano»

PESCARA. Giornata convulsa quella di ieri a Pescara tra secche smentite e conferme sul paventato piano del ministero dell’Interno di requisire le seconde case per ospitare gli immigrati.

La notizia è stata lanciata due giorni fa dal quotidiano romano L’Opinione, diretto da Arturo Diaconale.

Nell’articolo in cui si citano «fonti del ministero dell'Interno» si indica Pescara come città pilota scelta dal Viminale per avviare una sorta di sperimentazione. La notizia è stata rilanciata poco dopo anche da Il Giornale ma seccamente smentita dal ministro dell’Interno Angelino Alfano (Ncd), dal sindaco Marco Alessandrini («notizie false e assurde») e pure dal sottosegretario alla Giustizia (Ncd), Federica Chiavaroli che ha parlato senza mezzi termini di «mega bufala» pre referendaria.

Ma ieri il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, arrivato a Pescara per una iniziativa elettorale, ha rincarato la dose: «so che c’è un piano, so che è stato rinviato a dopo il 4 dicembre per non intralciare la campagna referendaria».

Per Gasparri, sarebbe proprio un «annuncio» del capo dipartimento immigrazione Mario Morcone a confermare il varo, rigorosamente post-referendum, di «un piano gigantesco di requisizione di immobili e alloggi per destinarli ai clandestini».

Anche il giornalista de L’Opinione, Ruggiero Capone, a chi gli chiede se sia o meno una bufala assicura: «tutti fatti circostanziati» e cita il piano di riparto che il prefetto Morcone ha dato al ministro Alfano.

«Non siamo razzisti, ma un piano del genere è inaccettabile», ha detto il vicepresidente del Senato.


BUFALA O VERITA’?

Notizie del genere prendono quota ciclicamente. Già ad aprile 2015 una notizia simile venne riportata da tutti i quotidiani nazioni. Anche in quel caso si parlava di possibilità di “requisizione” di abitazioni private e anche in quel caso l’allarme era partito da una circolare firmata da Morcone e rivolta ai Prefetti. Ad oggi sappiamo che nessuna abitazione privata è stata requisita.

Ancora prima, come aveva ricostruito il sito Bufale.net, si rivelarono del tutto prive di fondamento le notizie che arrivavano da Brescia ad agosto 2014 (“Vogliono dare le case sfitte ai profughi“), o da Padova dove il sindaco, in piena campagna elettorale, pubblicò sulla sua pagina Facebook una falsa lettera della Prefettura in merito alle seconde case sfitte.

E’ anche vero, però, che nelle scorse settimane ci sono state già delle prime requisizioni.

Ad inizio novembre a Ficarolo, comune dell’alto Polesine, il prefetto di Rovigo, Enrico Caterino ha requisito l’Hotel Lory (struttura privata) per ospitare circa 80 profughi.

«Quello che sta avvenendo qui – ha denunciato il titolare Luigi Fogli in una intervista a La Nuova Ferrara – è molto grave, perché a Gorino il provvedimento di requisizione del prefetto aveva interessato una struttura pubblica, di proprietà della provincia, ma questo è un albergo privato. La requisizione concerne tutte e 30 le stanze dell’hotel a tre stelle, aperto tutto l’anno, frequentato non solo da clienti di passaggio lungo la statale e l’autostrada, ma anche da operai occupati nei cantieri edili della zona.


COSA DICE LA LEGGE

Se esista o meno un piano, al netto delle smentite, sarà chiaro solo dopo il referendum perché è chiaro che in questo clima infuocato sia la voce del sì che quella del no perdono forza.

Ma come chiarisce ‘La legge per tutti’, quotidiano di informazione giuridica la requisizione delle case sfitte è un provvedimento realmente possibile, in casi straordinari. Il Prefetto, infatti, secondo la legge italiana, può requisire gli immobili a uso abitativo appartenenti ai privati, se questi sono sfitti o abbandonati da alcuni anni.

Il motivo della requisizione deve consistere in «gravi ed urgenti necessità»: queste possono essere legate non solo a calamità naturali, come terremoti e alluvioni, ma anche all’emergenza abitativa.

La requisizione, a differenza dell’esproprio, non è definitiva, ma l’autorità pubblica si deve impegnare a restituire l’abitazione, nello stato iniziale, entro un determinato lasso di tempo: questo significa che deve essere per forza stabilito un termine finale e che la situazione non può protrarsi indefinitamente.

Inoltre, deve essere corrisposta un’indennità al proprietario per tutto il periodo della requisizione.



L’ESERCITO A PESCARA

E sempre ieri il capogruppo di Forza Italia in Regione, Lorenzo Sospiri, e i consiglieri comunali di centrodestra hanno consegnato a Gasparri le mille firme raccolte in due giorni per l’emergenza sicurezza a Pescara. Mille firme per chiedere al Governo Renzi di assegnare anche a Pescara una quota del contingente dell’Esercito che si è liberato con la conclusione del Giubileo.

«Noi chiediamo che il Senatore Gasparri se ne faccia carico e sposi la richiesta dei pescaresi», ha detto Sospiri.

Invito che il senatore Gasparri ha subito accettato: «Le richieste sono tante, Pescara ne ha bisogno, anche perché è evidente che l’impiego delle Forze armate libera le Forze di Polizia da alcuni oneri».