CASUALITA'

Piano difesa alluvioni Pescara: «chi lo ha scritto ha messo vincoli a caso»

Le accuse di Forza Italia

Redazione PdN

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Piano difesa alluvioni Pescara: «chi lo ha scritto ha messo vincoli a caso»

PESCARA. Vincoli stringenti, troppo, che non tengono conto dei lavori di salvaguardia e antiesondazione del fiume effettuati negli anni scorsi.

Il rischio, secondo il centrodestra, è di bloccare «senza giustificazioni» l’edilizia pescarese sul litorale nord e sud, come pure a Porta Nuova come in centro.

Da qui la richiesta di rivedere i vincoli del nuovo Piano stralcio di difesa dalle alluvioni del Governo regionale D’Alfonso.

Gli Uffici tecnici comunali hanno assunto l’impegno di presentare entro il prossimo 6 novembre una maxi-osservazione per liberare le aree della riviera e un’ampia fetta del territorio.

Il centrodestra di Mascia aveva già ridotto i rischi derivanti da una eventuale esondazione con l’’innalzamento degli argini del fiume e la realizzazione delle porte elettroniche di contenimento che a giorni verranno collaudate.

E intanto il ‘caso’ verrà discusso anche in II Commissione Regionale: «bisogna capire chi aveva assunto soluzioni tanto punitive per la città, già vittima di una paralisi urbanistica senza precedenti», hanno detto i capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri e al Comune Marcello Antonelli.
Il centrodestra aveva sollevato la problematica già lo scorso 4 ottobre quando, in una nota indirizzata al Dirigente comunale del Settore Attività Edilizie, al Direttore Generale e al Direttore del Dipartimento tecnico, hanno ricordato che il 29 giugno scorso la giunta regionale del Governatore D’Alfonso ha adottato le modifiche delle perimetrazioni delle aree di pericolosità idraulica del Piano Stralcio Difesa Alluvioni, modifiche inerenti il tratto terminale del fiume Pescara.

A oggi quasi tutte le superfici sono state ricomprese in area P3, ovvero aree a Pericolosità elevata sottoposte quindi a regime normativo-autorizzatorio del Piano.

«Ciò significa che da questo momento su quelle aree non sono consentiti interventi edilizi anche ordinari», sottolineano Antonelli e Sospiri, «come gli ampliamenti non conformi alle previsioni degli strumenti urbanistici o i cambiamenti di destinazione d’uso degli immobili all’interno dei centri edificati». Previsioni, dunque, «molto restrittive» che hanno suscitato le perplessità del centrodestra: perché sono state applicate quelle norme tanto stringenti sul tratto terminale del fiume Pescara dove, nell’arco di sei anni, sono state fatte opere anti alluvione, come il rifacimento e l’innalzamento degli stessi argini del fiume e l’installazione delle porte di contenimento automatiche, per una spesa di svariati milioni di euro, e dove sono state progettate anche 5 vasche antiesondazione.

Il centrodestra ha chiesto la convocazione della Commissione comunale Gestione del Territorio per capire quali fossero le novità strutturali: «hanno trasformato il nostro territorio», spiegano Antonelli e Sospiri, «da un’area in cui potrebbe verificarsi una piena ogni 200 anni in una zona ad alto rischio alluvione, tale da giustificare vincoli assoluti e insuperabili su ettari ed ettari di terreni. L’impressione emersa dalla riunione è che chi ha redatto quel Piano non avesse la più pallida idea della situazione del nostro territorio e abbia disegnato vincoli e divieti senza alcuna razionalità. Il dramma è che tutto questo stava accadendo nell’indifferenza e nel torpore del sindaco Alessandrini e della sua giunta che non si erano neanche accorti delle implicazioni del Piano e della scadenza del 6 novembre quale ultima data utile per presentare eventuali osservazioni, e infatti è stato ufficializzato che non c’era in corso alcuna attività tesa alla predisposizione di emendamenti».

Adesso pare che debba arrivare la maxi-osservazione per declassificare la percentuale di rischio di quelle aree, che, fatte salve le golene, dovrebbero passare da aree P3, dunque pericolosità elevata, ad aree P2, ovvero a Pericolosità media, con una netta riduzione dei vincoli, «oggi ingiustificati».

«Se l’osservazione non dovesse arrivare, è chiaro che la responsabilità politica ricadrà interamente sulle spalle del sindaco Alessandrini. Nel frattempo – hanno aggiunto Sospiri e Antonelli – nei prossimi giorni effettueremo un passaggio nella II Commissione regionale dove cercheremo di capire quali sono i fattori che oggi avrebbero dovuto giustificare un provvedimento urbanistico tanto restrittivo quanto incomprensibile».