Primarie di Montesilvano, si dilatano i tempi. Chi non le vuole?

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Primarie di Montesilvano, si dilatano i tempi. Chi non le vuole?
MONTESILVANO. La bozza del regolamento per le primarie del centrosinistra c'è. Mancano solo le firme che ratificano l’accordo e la campagna elettorale potrebbe partire.

Ma la strada sembra ancora in salita. Le settimane volano via e c'è chi lamenta la mancanza di concretezza. Partito Democratico, Italia dei Valori e Sel sono fermi ai blocchi dipartenza in una attesa che sta diventando snervante, per chi la vive dall'interno. Perchè il rischio è arrivare a ridosso della fine dell'anno con nulla in mano. Le varie correnti interne a Pd e Sel agitano i sonni dell'Idv che oggi pomeriggio alle 18 riunisce il coordinamento provinciale. Ieri il senatore Alfonso Mascitelli ha punzecchiato gli alleati: «se tutti concordano, come dicono a parole, sulla importanza di fare le primarie, non trovano più alcuna giustificazione posizioni di attesa che presterebbero il fianco soltanto a strumentalizzazioni».

Ma chi è che non vuole le primarie? Il capogruppo Pd della Provincia di Pescara, Antonio Di Marco, ieri ha ribadito che bisogna fare in fretta, che il 2011 sta per finire e che bisogna organizzare la raccolta del consenso. Ma proprio dal Pd di Montesilvano è arrivato l'annullamento dell'incontro con la stampa, previsto per domani, per lanciare le primarie. C'è ancora bisogna di tempo per riflettere. Così come è stata annullata anche una riunione della prossima settimana che doveva coinvolgere tutta la coalizione. A quando è stata rimandata? A data da destinarsi. E resta per il momento senza firma anche la bozza del regolamento per le primarie. Risolto (e messo nero su bianco nel corso di una riunione lunga 4 ore) il punto più critico, quello sulla non candidabilità a sindaco di persone condannate o indagate per reati contro la pubblica amministrazione, si aspetta, non è ancora chiaro cosa, per la ratifica finale. C'è chi parla già di tecnica dell'ingabbiamento di una parte del Pd, evidentemente non quella di Di Marco che non perde occasione per ribadire pubblicamente che bisogna chiudere in fretta e ha già una data in mente: si vota il 4 dicembre. Ma procedendo ai ritmi degli ultimi quattro mesi sembra quasi un miraggio. Perchè il tempo scorre veloce tra riunioni, tentennamenti, riflessioni se aprire la porta anche ad altri (ad esempio l'Udc). E Mascitelli scalpita: «per il rispetto dei cittadini, noi proponiamo che le primarie, se gli altri partiti vogliono veramente farle, abbiano una data certa e tempestiva, è sufficiente un mese per prepararle, e soprattutto siano garantite da regole chiare e trasparenti».

Continuare a tergiversare potrebbe portare allo strappo. Firmare il documento e annunciare l'avvio delle primarie sembra al momento l'unica soluzione per evitare che ognuno corra da solo.

28/10/2011 10.24

PRC: «NO A PRIMARIE TRUFFA»

Il partito della Rifondazione comunista dice no alle primarie "truffa" a Montesilvano. Per i rappresentati del partito, nella città, più volte al centro di scandali giudiziari, c'é bisogno di «rinnovamento» e «discontinuità» rispetto al passato. Per il segretario provinciale, Corrado Di Sante, «la questione degli indagati non può essere un tabù». «Ancora di più - sottolinea - se si considera che la giunta Cordoma colleziona rinvii a giudizio e ha messo su una giunta composta da transfughi dal centrosinistra».

Rifondazione chiede, pertanto, al centrosinistra, ed in particolare al Pd e all'Idv, di «fare uno scatto in avanti». «Non possiamo accontentarci di queste primarie - spiega Di Sante - in quanto rischierebbero di essere un'operazione gattopardesca nella quale tutto cambia perché nulla cambi. Noi vogliamo sapere con chi ci sposiamo, chi sono i testimoni. Vogliamo conoscere la squadra e crediamo che non sia assurdo chiedere che facciano parte delle liste persone oneste, con le mani pulite e non indagate». «Vorremmo unire il centrosinistra e fare un centrosinistra forte - aggiunge il consigliere regionale, Maurizio Acerbo - ma alla base deve esserci la questione morale». Per Acerbo, «chi é indagato deve stare casa». «In tutti i luoghi civili, - sottolinea - gli indagati stanno a casa». Il consigliere regionale fa presente che sulla questione il partito «mantiene la propria posizione e non la svende». In linea con la posizione di Rifondazione anche il partito dei Comunisti Italiani. Per il segretario cittadino, Carmine De Vincenzo, «a Montesilvano occorre una discontinuità chiara con il passato».

28/10/2011 13.19