Punteruolo rosso, l'esperto spagnolo: «non tagliate quelle palme, la cura esiste»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. «Abbattere sistematicamente le palme non serve a sconfiggere il punteruolo».

 

Ne è certo Michel Ferry, ricercatore dell'Institut scientifique de recherche agronomique e direttore scientifico della stazione di ricerca Phœnix di Elche, Spagna. Lui si definisce perito internazionale delle palme e del punteruolo rosso e ha scritto a PrimaDaNoi.it per spiegare che una cura esiste e da alcuni anni si starebbe lavorando proprio in questa direzione.

Nei giorni scorsi, con provvedimento d'urgenza, il Comune Di Pescara ha deciso il taglio di altre piante perchè non si riuscirebbe a far fronte all'infestazione. Ma alcuni cittadini hanno denunciato, con tanto di foto, anche il taglio di piante che non sarebbero state infestate ma che risultano verdi e rigogliose. Sempre nei giorni scorsi Striscia La Notizia è stata in città con Capitan Ventosa per effettuare alcune riprese nell'ambito di una inchiesta (andata in onda solo parzialmente) sull'emergenza punteruolo rosso in tutta Italia.

Intanto il tecnico Ferry si dice scettico sul taglio netto delle piante malate che a Pescara, così come in altre parti d'Italia, sarebbe al momento la tecnica più accreditata per fermare l'emergenza.

«L’abbattimento non è l’unica strada», assicura il perito internazionale. «Le palme infestate possono essere curate con successo, noi lo stiamo facendo da tre anni con una tecnica di risanamento».

Si tratta della cosiddetta dendrochirurgia che la stazione di ricerca Phoenix ha messo a punto. «Abbiamo salvato molte centinaia di palme, alcune anche in Italia», assicura.

E' preferibile però una diagnosi precoce, che nel caso di Pescara non sembra esserci stata. «Le larve del punteruolo ruolo attaccano la base delle palme e si possono scoprire facilmente i primi sintomi di sofferenza».

Il metodo del risanamento meccanico consiste nell'intagliare le basi di palme infestate: «è una tecnica estremamente semplice», assicura Ferry, «ed il suo funzionamento può essere appreso molto velocemente dai professionisti. Questa tecnica permette di distruggere tutti i punteruoli presenti e di mettere fine alla malattia. Permette anche di salvare la palma infestate da tempo. Contrariamente a ciò che è stato ripetuto, a torto, per molte tempo», spiega ancora il tecnico, «la palma può essere ancora salvata quando nessuno dei suoi elementi vitali è stato toccato. È ovvio», precisa il tecnico, «che è preferibile intervenire il più presto possibile ed occorre dunque che i proprietari delle palme ed i giardinieri siano in grado di riconoscere i primi sintomi e siano estremamente vigili. Una volta che i professionisti sono stati formati, il risanamento meccanico è facile da mettere in opera, ed è molto meno costoso dell'abbattimento e permette soprattutto di salvare le piante».

Dopo aver salvato la palma, spiega ancora Ferry, «bisogna proteggerla dalle nuove infestazioni adoperando diversi procedimenti già disponibili. In questo modo si può arrivare perfettamente a sradicare il punteruolo rosso».

Per il tecnico è «veramente deprimente constatare che in Italia le palme infestate e abbattute si sarebbero potute curare. L'abbattimento, molto costoso, è poi completamente inutile poiché le larve non vivono nel tronco. Quanto denaro speso inutilmente e che pasticcio per questo patrimonio e per il paesaggio così prezioso per molte città italiane».

Il trattamento, secondo lo studioso, avrebbe una elevata percentuale di riuscita: è possibile salvare 9 palme su 10.

Ferry cita i casi, seguiti proprio da lui, di Bordighera e Palermo. «Il trattamento è stato inserito nei regolamenti fitosanitari della maggior parte dei paesi europei così come sancito della Commissione europea».

25/10/2010 9.55