AMBIENTE

Ue vara piano anti-plastiche, riciclo totale entro 2030

Katainen scettico su tassa, dubito funzioni a livello europeo

Redazione PdN

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Ue vara piano anti-plastiche, riciclo totale entro 2030

BRUXELLES.  L'Unione europea sferra la sua offensiva sulle plastiche: entro il 2030 tutti gli imballaggi immessi sul mercato europeo dovranno essere riciclabili e riusabili in modo economicamente vantaggioso. L'obiettivo, il più ambizioso della strategia presentata oggi dalla Commissione europea, punta anche a creare 200mila nuovi posti di lavoro. Sorte incerta invece per la tassa sulla plastica annunciata la settimana scorsa dal commissario europeo al Bilancio Guenther Oettinger, come possibile risorsa per far quadrare i conti del budget Ue, dopo il 'buco' lasciato dalla Brexit. "Troppo presto per promettere qualcosa", ha corretto oggi il tiro il vicepresidente dell'Esecutivo Jyrki Katainen. "Alcuni paesi membri - ha detto il politico finlandese - hanno mostrato che misure fiscali a livello nazionale sui sacchetti di plastica possono funzionare, ma ho i miei dubbi che riusciremo a trovare un meccanismo che possa funzionare a livello europeo".

Per fare della plastica un affare per le imprese dell'Ue, dopo anni di esportazione dei rifiuti da polimero nei paesi terzi, soprattutto in Cina, l'Esecutivo vuole lavorare sui requisiti legali degli imballaggi da immettere in commercio, su nuovi standard di qualità e di progettazione con finanziamenti aggiuntivi in ricerca e sviluppo che quantifica in 100 milioni di euro da qui al 2020.

Della strategia fanno parte anche il divieto di impiego delle microplastiche nei cosmetici e in altri prodotti in cui vengono usate intenzionalmente e misure per ridurre l'uso di oggetti in plastica mono-uso come le stoviglie, proposte per ridurre l'impatto delle bottiglie d'acqua in plastica. Tutte proposte che arriveranno nei prossimi mesi. Su alcune, come quella sulle stoviglie monouso, è ancora aperta la consultazione pubblica. E poi, raccolta differenziata sui natanti e strutture nei porti Ue studiate apposta per facilitare lo sbarco e il trattamento dei rifiuti contribuendo a ridurre la quantità di quelli dispersi in mare. La strategia comprende anche la realizzazione di un'etichetta per distinguere polimeri compostabili e biodegradabili e restrizioni per le oxo-plastiche, usate inizialmente in alternativa alle bioplastiche perché più economiche, ma molto criticate negli ultimi anni perché finiscono per non avere vantaggi ambientali rispetto alle plastiche tradizionali.