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Corte di giustizia europea: Irlanda condannata per aiuto di Stato a concorrenti Ryanair

Le tasse ridotte ad alcuni costituiscono un vantaggio illegittimo

Redazione PdN

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Corte di giustizia europea: Irlanda condannata per aiuto di Stato a concorrenti Ryanair


LUSSEMBURGO. Ridurre le tasse solo ad alcuni è un vantaggio considerato illegittimo e aiuto di Stato. Ed è curioso che la decisione di oggi della Corte di Giustizia Europea nasca da una denuncia di Ryanair, vettore leader del low cost ma anche per i finanziamenti pubblici che riceve da molti stati europei come anche l’Italia.

La storia è semplice: nel luglio 2009, la Ryanair ha chiesto alla Commissione di esaminare se la «tassa sul trasporto aereo» imposta dall’Irlanda alle compagnie aeree non costituisse un aiuto di Stato illegittimo a favore di taluni suoi concorrenti.

Infatti, secondo la Ryanair, tali concorrenti avevano segnatamente tratto un vantaggio finanziario dal fatto che i medesimi operavano numerosi voli verso destinazioni situate entro un raggio di 300 km dall’aeroporto di Dublino, per le quali l’importo della tassa ammontava a EUR 2 per passeggero, mentre gli altri voli in partenza dall’Irlanda erano assoggettati ad una tassa di EUR 10.

Nel luglio 2012, la Commissione ha considerato che l’applicazione di un tasso inferiore per i voli di breve raggio costituisse un aiuto di Stato incompatibile con il mercato interno.

Essa ha pertanto ordinato il recupero di tale aiuto presso i beneficiari precisando che l’importo dell’aiuto corrispondeva alla differenza tra il tasso ridotto di EUR 2 e il tasso standard di EUR 10, vale a dire a EUR 8.

La Aer Lingus e la Ryanair, che figuravano anch’esse tra le beneficiarie dell’aiuto, hanno proposto ricorsi dinanzi al Tribunale dell’Unione europea avverso la decisione della Commissione che disponeva il recupero dell’aiuto illegittimamente percepito.

Con le sue sentenze pronunciate il 5 febbraio 2015, il Tribunale ha parzialmente annullato tale decisione sulla base del fatto che la Commissione non era riuscita a dimostrare che il vantaggio di cui avevano beneficiato le compagnie aeree interessate ammontava in tutti i casi a EUR 8 per passeggero.

La Commissione ha proposto un’impugnazione dinanzi alla Corte di giustizia contro le sentenze del Tribunale.

Con la sua sentenza odierna, la Corte constata che le compagnie aeree che hanno potuto trarre profitto dal tasso ridotto hanno beneficiato di un vantaggio concorrenziale di EUR 8 rispetto alle compagnie che hanno pagato il tasso standard. Pertanto, la restituzione di tale vantaggio richiedeva, come la Commissione ha indicato nella sua decisione, il recupero da parte dell’Irlanda di una somma di EUR 8 per passeggero per ciascuno dei voli interessati.

In tale contesto, la Corte sottolinea che il recupero dell’aiuto implica la restituzione del vantaggio che le compagnie aeree hanno potuto trarre dall’applicazione del tasso ridotto e non la restituzione del profitto economico che tali società hanno eventualmente potuto realizzare mediante lo sfruttamento di tale vantaggio. Infatti, il vantaggio censurato non consisteva nel fatto che tali compagnie aeree abbiano potuto offrire prezzi maggiormente competitivi rispetto ai loro concorrenti. Risultava semplicemente dal fatto che tali società hanno dovuto versare un importo inferiore rispetto a quello che avrebbero dovuto pagare se i loro voli fossero stati assoggettati alla tassa standard.

Peraltro, la Corte rileva che nulla ostava a che i beneficiari dell’aiuto aumentassero di EUR 8 il prezzo dei loro biglietti assoggettati al tasso ridotto al fine di realizzare profitti economici corrispondenti alla differenza tra il tasso ridotto e quello standard. A tal proposito, la Corte respinge l’argomento della Aer Lingus e della Ryanair secondo cui, poiché esse non erano effettivamente in grado di recuperare presso il loro propri clienti l’importo di EUR 8, il loro obbligo di restituire tale somma equivarrebbe all’imposizione di un onere finanziario aggiuntivo o di una sanzione a carattere discriminatorio.

Di conseguenza, contrariamente a quanto deciso dal Tribunale, la Corte considera che la Commissione non era tenuta ad esaminare se e in che misura i beneficiari dell’aiuto si fossero effettivamente avvalsi del vantaggio economico risultante dall’applicazione del tasso ridotto. Pertanto, il Tribunale è incorso, nella sua sentenza, in un errore di diritto in quanto ha contestato alla Commissione di aver fissato l’importo dell’aiuto da recuperare a EUR 8 per passeggero.

Ciò premesso, la Corte annulla la parte della sentenza del Tribunale viziata da tale errore e respinge integralmente i ricorsi proposti dalla Aer Lingus e dalla Ryanair avverso la decisione della Commissione.

Diversa e invertia la questione che riguarda Ryanair in Italia dove stringe accordi con le pubbliche amministrazioni e le società di gestione degli aeroporti ottenendo finanziamenti pubblici calibrati sui passeggeri trasportati. Accordi stipulati fino ad ora senza bando. In Abruzzo di fatto è l’unica compagnia da avere questo tipo di aiuto.