Treni, Pescara-Roma. I pendolari: «ecco in che condizioni si viaggia»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Bagni guasti, dis-servizi sanitari, porte intercomunicanti mancanti. Sono alcune delle segnalazioni che arrivano da alcuni pendolari dei treni nella tratta Pescara-Avezzano-Roma.

Gli scatti, realizzati sui convogli, parlano da soli: vengono immortalati  bagni con servizi sanitari mancanti o aggiustati alla meno peggio, porte ricoperte con nastro adesivo, quadro dei comandi aperto. Ma non è tutto.  Daniele Luciani, pendolare da trent’anni si sfoga con PrimaDaNoi.it.  Residente a Tagliacozzo ma con lavoro nella capitale ogni giorno percorre quella tratta. E’ un esperto, per forza.   «Era meglio trent’anni fa», confessa, «almeno mettevi in conto il ritardo, con la tecnologia dell’epoca. Oggi, invece ti buggerano, ti danno un orario e poi fanno ritardi colossali. Anche stamattina, 20 minuti di attesa, sulla banchina. I sedili ti tagliano la schiena, io sono fortunato che lo prendo a Tagliacozzo, non oso pensare a chi sale da Pescara…In che condizioni arriva a Roma?».

Per non parlare della sporcizia, compagna di viaggio quotidiana e dell’arretratezza tecnologica della linea. «Siamo all’età della pietra», dice, «nel 2011, nella salita tra Carsoli e Colli di Monte Bove per passare da 600 m a 1000 m in presenza di neve e ghiaccio si usa ancora il sistema della sabbia che viene buttata tra le ruote del treno per creare  attrito e agevolare la salita». E una volta arrivati a Roma Tiburtina,  i problemi continuano.

«Inizia un nuovo calvario, per noi persone normodotate, immaginate per i portatori di handicap», dice, «perchè il tunnel costruito in tutta fretta per evitare il sovraffollamento di Roma Termini, è stato fatto, secondo noi contro ogni norma di sicurezza, che regola la nostra incolumità. Non c'è un ascensore per i portatori di handicap, scale e tunnel stretti e pericolosissimi in caso di fuga o incidente, o per prestare i primi soccorsi in caso di pronto intervento. Vie di fuga inesistenti. Non solo, oltre a noi c'è da considerare che una parte del tunnel viene servito anche per i pendolari provenienti da Fiumicino. E un portatore di handicap che si trova ad arrivare alla stazione, come le scende le scale? Bisogna portarlo a braccio».

E la politica? Se ne esce, secondo Luciani, con il solito ritornello: «non ci sono soldi».

 «L’assessore ai trasporti, Giandonato Morra è al corrente di tutto», dice, «poco tempo fa c’è stato incontro tra Morra e Francesco Lollobrigida assessore ai trasporti della Regione Lazio, in cui avrebbero trovato un accordo  per riammodernare la linea. Ma noi non sappiamo ancora nulla. La nostra onorabilità», conclude,«viene calpestata ogni giorno sempre di più. Noi riconosciamo la volontà da parte delle istituzioni di accelerare la ripresa della normalità il prima possibile, ma siamo noi che rischiamo giornalmente e siamo sempre in prima linea, al contrario di altri che viaggiano in auto blu».

La denuncia non è isolata e purtroppo sempre più spesso anche le associazioni dei consumatori intervengono ma senza finora sortire risultati.

13/10/2011 13.58