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Il centrodestra lavora di cesello: nomine Rai e Abruzzo sul tavolo romano

Verso ok a Foa, problemi per alleanza Lega-M5s. Oggi nuovo vertice

Redazione PdN

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Il centrodestra lavora di cesello: nomine Rai e Abruzzo sul tavolo romano

ROMA.  Manca ancora qualche tassello politico su altre partite in ballo ma allo stato l'accordo nel centrodestra sulla Rai sembra cosa fatta.

La nomina di Marcello Foa a viale Mazzini potrebbe arrivare non prima della prossima settimana ma la strada politica sarebbe sostanzialmente spianata, nonostante la forte irritazione di Luigi Di Maio per le modalità della cooptazione giunta a valle di un accordo tutto politico tra il leader della Lega e quello di Fi.

Solo questo potrebbe essere il nodo che rischia di bloccare l'intesa raggiunta in precedenza tra Salvini e Di Maio, quest'ultimo in seria difficoltà con il Movimento ad avallare un accordo che veda il beneplacito di Silvio Berlusconi.

In mezzo all’accordo ancora segreto ci sarebbe anche la partita dell’Abruzzo dove il centrodestra dovrebbe correre unito, compreso ovviamente della Lega che al governo è con i 5 stelle ma in Abruzzo si contende con questi la poltrona di presidente.  Negli ultimi giorni si sono contate almeno un paio autocandidature a governatore da parte di pezzi della futura coalizione (Di primio che si è dimesso e Bellachioma che manda segnali di fumo). In Abruzzo però si attende il suggello dell’accordo nazionale per definire nel dettaglio l’eventuale nuovo governo regionale di centrodestra (presidente, assessori e consiglieri “forti”).

Il capo politico del M5s avverte l'alleato di governo: "nessuna garanzia" al Cavaliere e soprattutto nessuna dilazione dei tempi.

Un ultimatum questo che potrebbe cadere nel vuoto visto che il voto del cda Rai, atteso per mercoledì, potrebbe slittare di una settimana.

A stoppare la votazione di Foa c'è infatti il Pd che giudica la sua riproposizione illegittima, con il dem Michele Anzaldi che mette in campo armi legali, un esposto ai singoli consiglieri che potrebbe avere ricadute personali in capo ai singoli.

Il centrodestra, che oggi- nel corso di un vertice a Roma- dovrebbe siglare il patto raggiunto tra Berlusconi e Salvini anche con Fratelli d'Italia, è invece sicuro di poter andare avanti grazie a pareri giuridici che intende depositare in Commissione vigilanza per confutare i rilievi del Pd.

A Giorgia Meloni, che si vedrà oggi con i capi di Lega e Fi, Salvini e Berlusconi dovrebbero sottoporre l'intesa di massima già raggiunta ad Arcore grazie ad un accordo ad ampio spettro che non riguarda solo i vertici di viale Mazzini ma include una soluzione sulle prossime regionali, sulle europee, sulla riforma fiscale e probabilmente anche su questioni di telecomunicazioni che toccano gli interessi di Mediaset.

Al M5s, in ogni caso, quello che interessa sul serio non è tanto la nomina di Marcello Foa ma la gestione di altre importanti partite.

E dallo sblocco di queste partire arriverebbe, a cascata, la non belligeranza pentastellata verso l'operazione Foa.

C'è da nominare il successore di Nava alla Consob per il quale resta sempre in pista Marcello Minenna che proprio dall'autorità di controllo della borsa arrivava. C'è da impostare la successione all'Antitrust la cui partita, si fa notare, è tuttavia in mano ai presidenti delle Camere, Fico e Casellati.

C'è da risolvere la questione Anas e quella del suo ad e direttore generale Gianni Armani finito nel mirino del ministro Danilo Toninelli per la manovra di bilancio con cui avrebbe unilateralmente allungato la durata della concessione in capo all'azienda.