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Anci, su fondi alle periferie furto destrezza. Pronti a barricate

Pressing sindaci su Governo, anche da primi cittadini Lega

Redazione PdN

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Anci, su fondi alle periferie furto destrezza. Pronti a barricate

 

ROMA.  I sindaci si aspettano che il Parlamento durante l'approvazione del decreto 'Milleproroghe' receda dalla sua decisione di non erogare un miliardo e 600 milioni per il bando periferie "pattuiti" con 96 sindaci di altrettanti Comuni e Città metropolitane. Una scelta che il presidente dell'Anci Antonio Decaro definisce "una anomalia, un furto con destrezza: ci sono stati tolti dei soldi, che avevamo iniziato a spendere, con un emendamento notturno, senza alcuna concertazione". Ma se ciò non accadrà i sindaci minacciano le "barricate", ipotizzano di ricorrere al Tar, di rivolgersi alla Corte Costituzionale, di non presentarsi giovedì alla Conferenza Unificata interrompendo i "rapporti istituzionali".

 

Alcuni pensano anche a gesti clamorosi come lanciare in terra le fasce tricolori, magari davanti a Palazzo Chigi. L'Anci oggi in una conferenza stampa si è detta "unita", ma al banco degli interlocutori mancavano gli esponenti M5s. Ed anche durante l'audizione davanti alla Commissione Bilancio della Camera, tra la delegazione dei 24 sindaci i pentastellati non c'erano. Tuttavia l'8 agosto, all'indomani dell'approvazione dell'emendamento che cancellò i fondi, a sottoscrivere un'appello fu anche il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin vice-presidente di Anci Toscana, assente però oggi. Era invece presente il sindaco di Novara, il leghista Alessandro Canelli, in prima linea nella battaglia dell'Anci, ma con alcuni distinguo, come ha spiegato nel corso della conferenza stampa: "Non verrò qui (a Montecitorio ndr) certo a buttare la fascia o a sfilare, ma è seccante anche per me perdere da un giorno all'altro 7 milioni e 300 mila euro". Canelli più volte ha sottolineato che la vicenda "non va politicizzata, nè ideologizzata, perchè non fa bene a nessuno" ma allo stesso tempo è dell'avviso che "bisogna convincere il Governo che questi progetti possono generare una ricaduta rilevante".

Dal canto suo il presidente Antonio Decaro sostiene che i comuni erano pronti, anzi che molti hanno iniziato già i lavori ed ha smentito che non avessero diritto a quei soldi per una pronuncia della Corte Costituzionale. Anzi ha sottolineato lo stato di avanzamento dei progetti di 39 delle 96 amministrazioni locali coinvolte spiegando che nel 33% dei casi sono già state attivate le procedure di gara per l'esecuzione dei lavori, per un importo complessivo vicino ai 65 milioni di euro, mentre nel 9% dei casi i cantieri sono già stati aperti. "Confidiamo che il patto di reciproca collaborazione che dovrebbe guidare sempre le istituzioni con l'obiettivo di tutelare gli interessi dei cittadini - ha detto De Caro -, non resti inascoltato. Ma se così non fosse noi sindaci siamo pronti a presentarci a Palazzo Chigi e a consegnare le nostre fasce tricolori, simbolo che tiene insieme il Paese da Nord a Sud. Sfileremo noi rappresentanti delle istituzioni più vicine ai cittadini, i Comuni. Ma dietro di noi avremo, idealmente, tutti e venti i milioni di italiani ai quali si vuole rubare la speranza di vivere in città e paesi migliori".