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Corruzione, arrivano le norme che «fanno paura alla politica»: il M5s ci prova

Molte le novità ma il percorso legislativo si preannuncia lungo e tortuoso

Redazione PdN

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Corruzione, arrivano le norme che «fanno paura alla politica»: il M5s ci prova

ROMA. E' pronto il ddl anticorruzione, che a breve andrà all'esame delle Camere.

«Conterrà norme aspettate per anni e non fatte perché la politica aveva paura di farle», ha annunciato il vicepremier Luigi Di Maio commentando quello che è uno dei provvedimenti-bandiera del Movimento cinque stelle.

«Dentro - ha sottolineato Di Maio - ci sono tutte le nostre grandi battaglie, dal daspo per i corrotti all'agente sotto copertura. Toglieremo le mani dalla marmellata a tanti furbi coperti da altri governi».

Con la ripresa dei lavori parlamentari, dunque, il disegno di legge - i tecnici del ministero stanno limando il testo in questi giorni - vedrà la luce in una delle prossime riunioni del Consiglio dei ministri. Tra le misure principali contenute nel ddl c'è appunto il daspo per i corrotti, che renderà impossibile per un condannato in via definitiva per corruzione avere a che fare per tutta la vita con la pubblica amministrazione.

L'altra novità è l'agente sotto copertura per 'controllare' dall'interno eventuali attività criminali e per rendere più efficaci le indagini.

Ci saranno inoltre misure sui tempi dei tribunali.

Ed anche lo strumento delle intercettazioni, dopo che la riforma Orlando è stata accantonata, potrebbe essere rivisto e rafforzato.

«Il disegno di legge - ha assicurato da parte sua il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede - farà dell'Italia, che ora è il fanalino di coda, il Paese capofila nella lotta alla corruzione a livello internazionale».

Bonafede ha parlato addirittura di «una riforma rivoluzionaria. Tutti devono sapere - ha sottolineato - che ci si può fidare nel nostro Paese, che si può investire senza il timore di essere danneggiati da chi usa la corsia preferenziale della corruzione. E che, finalmente, fare i furbi, rivolgersi agli amici degli amici, allungare la mazzetta, sono azioni che apparterranno al passato di questo Paese. Una giustizia che spazzi via per sempre la 'metastasi' della corruzione e che si occupi soprattutto del servizio che offre agli italiani».

«Ci hanno sempre raccontato che quando vai al governo», ha detto il ministro, «non puoi fare le cose che sostenevi dall’opposizione. Proveremo che è vero il contrario: restiamo coerenti con quanto abbiamo sempre detto e lo dimostreremo. Il grande male d’Italia oggi si chiama corruzione e non ci possiamo più permettere mezze misure».

 

La riforma è però destinata a far discutere e lascia perplessi i penalisti, che da sempre storcono il naso di fronte a idee come l'agente sotto copertura. Sul punto riserve sono state inoltre espressa anche dall'Associazione nazionale magistrati.

 

Nell’ultimo rapporto di Transparency International, che misura la percezione della corruzione nei Paesi, l'Italia è al 54° posto, tra Namibia e Mauritius. Altra storia per i nostri "vicini" di casa: Svizzera al terzo posto, Germania al 12°, Austria al 13°, Francia al 23°, Slovenia al 34°.

Da anni, organismi come l'Ocse o il Greco, il “Gruppo di stati contro la corruzione”, organo del Consiglio d'Europa, danno indicazioni fondamentali su come combattere la corruzione anche a livello internazionale.