L'INCHIESTA

Terremoto. Gdf sequestra pc e documenti su appalti Sae

Inchiesta Procura Ancona, 4 indagati per abuso d'ufficio

Redazione PdN

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Terremoto. Gdf sequestra pc e documenti su appalti Sae

ANCONA.  Perquisizioni e sequestri di pc e di scatoloni di documenti sugli appalti delle casette per i terremotati negli uffici della protezione civile regionale delle Marche ad Ancona e in varie sedi dell'Erap. Li hanno eseguiti ieri i finanzieri del Nucleo di polizia economica finanziaria, tramite il Gico e su richiesta della procuratrice distrettuale antimafia facente funzioni Irene Bilotta. Al vaglio delle Fiamme gialle tutta la documentazione e il materiale informatico relativo alle procedure di appalto e subappalto relative alle Sae: circa 1.900 nelle Marche, fornite dal consorzio Arcale, in base ad un accordo quadro nazionale con la Protezione civile, la cui consegna sta per essere completata. Quattro gli indagati per abuso d'ufficio, che però secondo fonti giudiziarie, non sarebbe l'unico reato ipotizzato. Tra di loro, in quanto soggetto attuatore c'è il capo della Protezione civile della Regione Marche David Piccinini, uno di quelli che si è più prodigato per portare soccorso e assistenza alle popolazioni terremotate. "Massimo rispetto per la magistratura e collaborazione massima.

Facciamo tutti parte dello Stato" il commento di Piccinini con l'ANSA, senza però riuscire a nascondere una certa amarezza. La Gdf gli ha perquisito casa, sequestrando anche il pc personale e altri documenti a casa. Le indagini sono cominciate un anno fa, dopo i fatti dell'Aquila la Procura avrebbe proceduto autonomamente a raccogliere elementi che poi hanno portato ad aprire un fascicolo: gli avvisi di garanzia sono di questi giorni e l'inchiesta sembra destinata ad allargarsi. Le perquisizioni hanno interessato anche gli uffici periferici dell'Erap, tra l'altro ad Ancona e Macerata.

Al momento i rappresentanti di Arcale non ne sanno nulla. "La magistratura usi al meglio tutti gli strumenti che ritiene opportuni per evitare che una torta così grande faccia gola soprattutto alla criminalità organizzata", il commento del presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, che sottolinea l'impegno e la dedizione dei "nostri tecnici che hanno lavorato giorno e notte". E' la seconda volta che un'inchiesta tocca il terremoto: nel maceratese la Guardia di finanza di Camerino ha individuato 120 casi di illecite richieste del Cas (Contributo di autonoma sistemazione) con 500 mila euro di contributi illecitamente percepiti.

Anomalie che molti degli indagati hanno motivato con la complessità delle norme che regolano il contributo. Ma sembra anche più complessa, alla luce della normativa sulla protezione civile, la ricostruzione di responsabilità ed eventuali illeciti nella realizzazione delle casette e delle 75 aree urbanizzate che le accolgono, in pratica 75 nuovi paesi. Da tempo la Cgil di Macerata segnalava irregolarità quanto meno nella gestione dei lavoratori dei subappalti per le Sae. E in varie occasioni il procuratore generale di Ancona Sergio Sottani aveva lanciato l'allarme sul pericolo di infiltrazioni della criminalità organizzata nei lavori pubblici legati al sisma. Nelle Marche la ricostruzione stenta a ripartire, tanto che oggi lo stesso Ceriscioli, presentando i dati, buoni, della ricostruzione privata, ("128 milioni di euro di contributi assegnati, oltre 3.000 pratiche") ha ritenuto necessario sollecitare la presentazione delle domande: sono oltre 38 mila i cittadini potenziali stimati che possono farlo.