MAGISTRATURA

Csm, dopo le elezioni delle toghe spazzata via la sinistra

Successo personale per Davigo e per i moderati di M.I.

Redazione PdN

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Csm, dopo le elezioni delle toghe spazzata via la sinistra

Piercamillo Davigo

ROMA.  La debacle delle correnti di sinistra, l'ascesa dei moderati di Magistratura Indipendente che avrà due togati in più, mentre Unità per la Costituzione, la corrente di centro di ispirazione moderata, conferma i suoi cinque rappresentanti; il successo personale di Piercamillo Davigo, che però non riesce a fare da traino alla sua corrente; e una maggiore presenza di donne, che passano da due a quattro. In attesa della nomina degli otto consiglieri laici, espressione del forze politiche in Parlamento, il voto dei magistrati per l'elezione dei 16 togati già cambia il volto del prossimo Csm, che si insedierà a Palazzo dei Marescialli.

 

Se l'ex pm di Mani pulite ha fatto il pieni di voti tra i colleghi nella corsa per i due posti disponibili per i magistrati della Cassazione, la sua corrente, al battesimo in questa consiliatura, nello spoglio della mattina non riesce a fare il grande salto: sono fuori i due giudici in quota Autonomia & Indipendenza, Ilaria Pepe e Giuseppe Marra (rappresentanti del gruppo nel parlamentino dell'Anm).

Tra i 10 togati, espressione della magistratura giudicante di merito siederanno nel prossimo Csm Marco Mancinetti, Michele Ciambellini, Gianluigi Morlini e Concetta Grillo di Unicost, la corrente di centro, che è riuscita ad eleggere tutti i propri candidati; Paola Maria Braggion, Corrado Cartoni, Paolo Criscuoli (Magistratura Indipendente), Alessandra Dal Moro, Mario Suriano e Ciccio Zaccaro (Area).

Tra i quattro pm, il più votato è il candidato di M.I., Antonio Lepre, sostituto procuratore a Paola.

Mentre quello che ha ottenuto meno consensi (1.291) è il procuratore aggiunto di Catania Sebastiano Ardita, di Autonomia e Indipendenza.

Staccato di una manciata di voti, il pm del processo Mafia Capitale ed ex segretario dell'Anm Giuseppe Cascini, di Area(1.928).

Il quarto pm eletto è Luigi Spina (Unicost), sostituto procuratore a Castrovillari (1.770 voti).

Anche se il computo non ha valore ai fini dell'elezione perché passavano tutti e quattro i pm candidati, è significativo dei rapporti di forza tra le correnti e conferma quello del 'collegio' dei giudici.

Il dato più evidente è la sconfitta di Area democratica per la giustizia, nella quale la segretaria nazionale Cristina Ornano, legge una somiglianza con "il contesto politico generale del Paese".

Unicost, con il segretario Roberto Carelli Palombi, rivendica di essersi confermata gruppo di maggioranza relativa, "al termine di una campagna elettorale influenzata dal quadro politico generale del Paese ed inquinata da fattori esterni che si sono sommati con i vizi di origine del sistema elettorale". Mentre Magistratura Indipendente festeggia il successo: "un risultato storico per il nostro gruppo", dicono Antonello Racanelli e Giovanna Napoletano, segretario e presidente della corrente: "Non ha vinto né la destra né la sinistra della magistratura", ma magistrati "abituati a lavorare in silenzio, fermi difensori della dignità del loro ruolo e del loro lavoro". In una nota, Autonomia & Indipendenza si dice orgogliosa del risultato: "Di certo non si ferma qui la spinta per un effettivo processo di rinnovamento della magistratura", "gli obiettivi principali restano la totale separazione tra l'attività giudiziaria e l'attività politica, la realizzazione di migliori condizioni, la fissazione di parametri predeterminati e obiettivi per tutte le nomine di competenza del Csm".