IL FATTO

Diritti degli autotrasportatori: l’Europa inciampa e i lavoratori possono attendere

Aiuto: «volevamo equilibrio salariale a livello europeo»

Redazione PdN

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Diritti degli autotrasportatori: l’Europa inciampa e i lavoratori possono attendere

 

 

STRASBURGO. Sono stati clamorosamente bocciati dalla plenaria di Strasburgo tutti e tre i file relativi al pilastro sociale del pacchetto mobilità.

«Anche noi abbiamo votato contro i testi così come sono usciti fuori dalla votazione finale, poiché non assolutamente accettabili», spiega l’eurodeputata Daniela Aiuto.

 

Le proposte avanzate da Aiuto, e recepite dalla Commissione occupazione, miravano a creare un maggiore equilibrio salariale a livello europeo e ad applicare il principio “stesso luogo, stessa paga”.

L’assenza di norme comuni per i conducenti distaccati comporta un grave problema in termini di dumping sociale e di disparità tra lavoratori nell’Unione Europea.

E’ per questo motivo che è stato sostenuto con forza l’applicazione del distacco anche nei casi di operazioni di cabotaggio e di trasporto internazionale, tenendo conto dell’elevata mobilità di questa categoria di lavoratori.

«Il voto di ieri sul distacco rappresenta un chiaro fallimento di questa Europa, molto attenta ai mercati e al business legato agli scambi di merci, ma poco ai diritti sociali dei lavoratori», denuncia Aiuto.  

Anche per quanto riguarda la modifica dei tempi di guida e di riposo, la posizione mantenuta dall’europarlamentare abruzzese era volta a vietare il riposo in cabina dei conducenti, a garantire il ritorno a casa entro 2 settimane e a mantenere lo status quo sui riposi settimanali.

«Per noi è fondamentale», continua Aiuto, «garantire diritti dignitosi a tutti gli autotrasportatori e porre fine a quella che è una vera schiavitù, in cui gli autisti non vedono le proprie famiglie per settimane e sono costretti a vivere in condizioni profondamente disagiate Anche su questa relazione il Parlamento ha perso una occasione storica di migliorare le condizioni di lavoratori che svolgono mansioni usuranti e che ledono profondamente i diritti della persona».

Per quanto concerne, infine, il file relativo al cabotaggio, quello irregolare è uno dei principali problemi che colpiscono le imprese di autotrasporto italiano e non solo.

 Imprese spregiudicate dell’est, infatti, abusano delle norme esistenti, praticando una vera e propria concorrenza sleale nei confronti dei nostri imprenditori, di fatto distruggendo un intero mercato nazionale.

«Abbiamo dunque proposto di imporre il veicolo del mezzo nello Stato Membro di provenienza», spiega Aiuto, «di ridurre i giorni a disposizione a favore del cabotaggio che deve intendersi come semplice fenomeno occasionale legato ai rientri dei mezzi, di migliorare gli strumenti di controllo, anche tramite le tecnologie GNSS oggi a nostra disposizione».