FOLGORAZIONI

Sembra una bufala ma non è: aumenti in bolletta per tappare i buchi degli evasori

E dal 1° gennaio 2019 altri aumenti fino al 46% per l'energia elettrica

Redazione PdN

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Sembra una bufala ma non è: aumenti in bolletta per tappare i buchi degli evasori

 

ROMA. La delibera numero 50 dello scorso 1° febbraio di Arera, l’Autorità per l’energia elettrica e il gas, ha stabilito che il buco creato dagli evasori dovrà essere ripianato dai contribuenti.

I furbi se la svignano e gli onesti pagano pure per i furbi.

Incredibile ma è così: chi è in regola con i pagamenti dovrà pagare di più perchè gli evasori non si riescono a prendere e a fargliela pagare.

La decisione è stata presa dopo una serie di sentenze che non avrebbero lasciato scampo all’Arara che si è dunque dovuta muovere scontentando gli ‘onesti’.

La novità principale ruota intorno a quelli che si chiamano ‘oneri generali di sistema’ delle bollette inevase, e dunque non i consumi effettivi, che fino ad oggi venivano coperti dalle imprese di vendita.

Adesso la musica cambia e quella fetta di evasione dovrà essere coperta dai clienti finali, ovvero i consumatori.

La sentenza spiega però che gli oneri sono a carico degli utenti e non della ditta ma non dice che quegli stessi utenti debbano suddividersi anche gli oneri dei morosi…

Una differenza non da poco che potrebbe persino portare qualcuno ad estendere la portata di questo principio per nulla equo a dire: “allora perchè non facciamo pagare le tasse evase a chi le tasse le paga?”...    

Ma cosa sono questi oneri?

Li trovate specificati anche nelle vostre bollette alle voci A2-A5, As, Ae, Uc4, Uc7 e Mct e sono tasse per alimentare gli incentivi alle fonti rinnovabili, i costi per il decommissioning nucleare, il prezzo agevolato dell’elettricità per i treni o per le aziende energivore.

Il buco da coprire è bello grosso: si parla di un totale di circa 200 milioni di euro calcolando dal 1° gennaio 2016.

Una cifra che dovrà essere ripianata e sarà spalmata sui cittadini.

Come si legge nella delibera di 20 giorni fa dell’Arara già a giugno del 2016 il Consiglio di Stato aveva annullato la delibera dell’Autorità per l’energia che imponeva ai venditori, e non ai clienti finali, la copertura degli oneri non pagati dai morosi.

Il Tar della Lombardia, inoltre, con 4 diverse sentenze, aveva poi ribadito questo principio rifacendosi proprio a quanto stabilito Consiglio di Stato.

Da qui un’unica possibilità di manovra: adeguarsi alla giurisprudenza ormai consolidata in materia, «assicurare stabilità e certezza al sistema» e caricare la cifra evasa sui clienti che pagano puntualmente il dovuto.

Secondo un rapporto di Arera, nel 2016 ci sono state 1 milione e 200 mila richieste di sospensione dell’utenza, a causa della morosità degli utenti. Nel mercato libero, ciò significa che il 6.4% dei cittadini non paga le bollette (3,3% nel servizio di maggior tutela).

 

L’ALTRA MAZZATA

Ma all’inizio dell’anno il Ministero aveva già annunciato un aumento del 5,3% dell’energia e questo anche a causa di un silenzioso decreto del Ministero dello Sviluppo Economico, approvato il 21 dicembre con parere positivo delle commissioni industria di Camera e Senato.

In sostanza si è deciso di fare lo sconto alle imprese energivore, ovvero quelle a forte consumo energetico, riversando i costi sulle famiglie e le piccole-medie imprese.

Questo, tradotto in numeri, vuol dire che 2.800 aziende pagheranno complessivamente 1,7 miliardi in meno avendo la possibilità di diventare più competitive.

Ma se loro ci guadagnano la scure si abbatte sui clienti più piccoli, su cui si è spostato ancora una volta il carico degli oneri di sistema.

Il vero problema, come denunciato nei giorni scorsi sul Corriere della Sera da Milena Gabanelli, arriverà dal 1° gennaio 2019 quando entreranno in vigore le nuove tariffe progressive. Se finora chi consumava di più pagava di più, dall’anno prossimo le tariffe saranno indifferenziate per tutti per favorire i consumi di energia elettrica. Il risultato sarà questo: chi consuma di più risparmierà, chi consuma poco (praticamente tutte le famiglie italiane) si troverà in bolletta un aumento fino al 46% in più. Lo conferma la stessa Autorità, che nel testo della delibera 867/2017/R/EEL del 14 dicembre scrive: «L’attuazione del terzo step della riforma tariffaria per i clienti domestici del settore energetico comporterà inevitabili aumenti di spesa annua per larghe fasce della popolazione».