CONTROLLORI DI STATO

La verità è una “fake news”: l’informazione sempre più sotto attacco

Il ministro che incarica la polizia per decidere la verità; Facebook che offusca le notizie, l’impazzimento in campagna elettorale è totale

Redazione PdN

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La verità è una “fake news”: l’informazione sempre più sotto attacco

Minniti

ABRUZZO. Qualcuno aveva detto che i primi tre mesi del 2018 sarebbero stati ‘da pazzi’ per via del clima instabile, della crisi, delle elezioni politiche che potrebbero segnare una svolta inedita del Paese.

Non manca nemmeno l’ennesimo attacco alla indipendenza e alla libertà di stampa, già gravemente compromessa da pressioni, politica, leggi inadeguate e vecchie, l’avvento dei social che distorcono le lenti per vedere la realtà.

E se alcuni provvedimenti arrivano a due mesi dalle elezioni, il sospetto di incidere sulla democrazia viene facile.

Niente di nuovo si è sempre fatto, solo che ora si tentano strade che comunque incrociano il Web ed i social e per questo un affare mondiale.

Così sarà un caso ma Facebook ha annunciato e messo in atto la modifica al suo algoritmo: gli iscritti vedranno praticamente sempre i post degli amici e quasi nulla delle pagine. Significa che la visibilità delle pagine (imprese, organizzazioni, editori) hanno perso di colpo visibilità.

Il punto è che, oggi, la grande maggioranza degli utenti per leggere notizie aprono Facebook avendo peraltro scelto le pagine che vogliono seguire e leggere anche per informarsi.

Così sparirebbero le fake news, di certo quelle vere sono sempre più introvabili.

Su Facebook sparisce praticamente l’informazione  e resta il chiacchiericcio, il pettegolezzo, le futulità, le amenità ed i selfie… auguri.

La Borsa dice che Mr Zuckerberg l’ha fatta grossa e gli ha succhiato subito 3,3 miliardi per la scelta suicida.

 Allora ecco il sospetto che il vantaggio previsto possa essere altro.

 Poi non sapendo come recuperare un minimo di credibilità Mr Zuc ha deciso che quella dei giornali sarà decisa dagli utenti, il tutto per far conquistare il 4% della timeline degli utenti Facebook a pochi editori.



CREDIBILITA’ A MAGGIORANZA

Cosa succede ad un giornale veramente libero e non schierato che, ipotizziamo,  pubblica notizie scomode per tutti? Per esempio il fatto di scontentare a turno un pò tutti calpestando calli a destra e manca.

Scopri una magagna della sinistra ed i suoi simpatizzanti senza pensarci un secondo scaraventano valanghe di commenti “a prescindere” («giornale schierato e superficiale»).

Scopri una magagna della destra ed i suoi simpatizzanti lo stesso («giornale schierato e di parte»).

C’era chi diceva che se “una notizia non dà fastidio a nessuno non è una notizia”; se questo è vero il giornale libero da fastidio a tutti e su Facebook potrebbe avere un rating molto basso, dunque non essere letto da nessuno.

Mica cose dell’altro mondo, tutte già sperimentate anche sulla nostra pelle….

Passiamo al  secondo fatto di rilievo: il ministro Minniti ha incaricato la Polizia Postale di stabilire se una notizia è vera oppure no.

Il governo Gentiloni a fine corsa ha escogitato questo meccanismo per abbattere finalmente le fake news. La tempesta che si scatenerà questa volta sarà quelle delle denunce e segnalazioni di persone che ritengono falsa una notizia magari solo perchè sgradita (non si sa in base a quali parametri e conoscenze o verifiche) e da qui scatterà la “verifica di Stato” che stabilirà cosa è verità e cosa falsità.

Una intenzione tra il puerile ed il totalitario visto che molte cose attengono alla sfera delle opinioni ( «Renzi è stato un buon premier»), altre a quella delle interpretazioni che possono essere diverse ( «con Renzi sono aumentati i posti di lavoro», senza dire che in realtà è aumentata la precarietà e si sono accorciati i contratti), altre invece per fortuna possono essere solo vere o false ( «Napoleone è vivo»).

In quest’ultimo caso fino ad oggi era il giornalista che con le verifiche obbligatorie raccoglieva le evidenze per dimostrare la verità o falsità di una notizia.

Del resto le fake news sono tutte diretta discendenza di una violazione deontologica della verifica imposta al giornalista.

 Poi ci sono i non giornalisti che pure via social fanno molto per inquinare…

  Da oggi invece c’è il poliziotto che cercherà di verificare la notizia ed il lavoro del giornalista (ma anche di tutti gli altri migliaia di post di persone) partendo da un assunto drammatico: è fake news  quando c’è una «smentita ufficiale», quando il contenuto è smentito da «fonti obiettive» ; quando la notizia proviene «da fonti non accreditate o certificate».

Parole a caso a cui non si capisce quale senso bisogna dare.



«LA NOTIZIA SMENTITA E' UNA FAKE NEWS»

Ma siamo davvero così sicuri oggi che tutti dicano la verità? Perchè qualunque smentita contiene un messaggio che così viene dato per certo e vero a prescindere.

Siamo davvero sicuri della veridicità delle smentite?

 Si pensi a qualunque vicenda politica dove le posizioni sono spesso opposte e inconciliabili, alle notizie giudiziarie, a qualunque potere che ha in mente solo la possibilità di poterlo esercitare in futuro e che non si fa scrupolo di mentire.

Qualunque inchiesta giornalistica si fermerebbe sul nascere, anzi sarebbe persino etichettata come falsa (Nella famosa vicenda della casa di Montecarlo, Fini quante volte ha smentito ufficialmente… ?)

La verità è che tutti possono mentire, compresi governi e istituzioni.

Per questo da sempre esistono le verifiche e la stampa.  

E’ idiozia tirannica pensare di arrivare alla verità come pensa il governo italiano dove di sicuro non ci sarà nessun nuovo Watergate disinnescato da tre righe di smentita ufficiale.


«FONTI OBIETTIVE»

Il comunicato della polizia parla di «fonti obiettive», se poi ce le indica saremo lieti di aprire un nuovo file che al momento è vuoto. Le fonti non sono mai totalmente obiettive perchè partono sempre da un interesse (la polizia quando arresta ha tutto l’interesse di comunicare l’operazione, nessun interesse quando quelle stesse persone vengono anni dopo assolte).

Il governo è fonte attendibile? Ogni anno che passa sempre meno, un tempo lo era molto di più.  La magistratura è attendibile? La politica? Un sindaco? L’obiettività non esiste.


«FONTI NON ACCREDITATE O CERTIFICATE»

Altra locuzione da brividi lanciata nell’agone senza capire cosa si debba certificare, da chi in base a quali parametri.

Vorremmo certificarci come si fa?

Tali obbrobri possono essere giustificati solo con la fragilità del pensiero, della formazione civica e culturale, con la foga e la tensione elettorale (se sono giustificazioni).

Qualunque potere avrà sempre e solo un unico obiettivo: quello di continuare ad avere potere e lo farà con ogni mezzo.

Il primo passo  è il controllo dell’informazione e, siccome oggi sono migliaia i media e non si possono comprarli tutti, allora, si inquinato lo stagno prima con l’invenzione del diritto all’oblio (dimentichiamo la verità), poi con l’invenzione delle “fake news” (depotenziare la verità creando confusione).

Quel che è certo è che in uno stato totalitario la stessa verità sarebbe etichettata come “fake news”.