THE END

ADDIO (parte seconda)

Se perseguire il giusto è… sbagliato

Redazione PdN

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ADDIO (parte seconda)


ABRUZZO. Non si può morire due volte. Questa è l’unica certezza.

Così PrimaDaNoi.it non può morire una seconda volta se non risorgerà.

L’ardito esperimento della raccolta fondi dei lettori è fallito miseramente, come era persino molto probabile. E’ mancato quell’impulso corale che in molti si attendevano e per questo abbiamo deciso di chiuderla in anticipo perchè è chiaro che non si potrà raggiungere in alcun modo l'obiettivo.

Molto di quello che si era programmato, inoltre, non si è fatto e non si farà.

Quello che era meno prevedibile era l’evaporazione di ogni buon proposito espresso da tantissime persone lo scorso 26 settembre.

E non ci riferiamo al versamento delle quote ma al passaparola e a 'fare rete' per sposare l'iniziativa di rinascita.

Del resto viviamo in una società liquida e volatile dove tutto passa in fretta e scompare senza lasciare segno nel cuore e nella memoria.

Quello che si dice ora (persino credendoci) diventa l’opposto qualche ora dopo.

In un mondo così, tuttavia, passano e scorrono via anche le cose importanti, quelle di valore, i principi inderogabili, i valori veri, persino la coscienza sociale e civile e pure le cose giuste.

Tutto si perde nella frenesia virtual-social-multitasking, secondo dopo secondo, distratti da mille altre cose nuove, che distolgono e sono sempre più futili.

Se è così noi possiamo fare ben poco.

Ci rendiamo conto che in questa frenesia del “panta rei” stiamo perdendo noi stessi ma non ce ne accorgiamo.



Per quanto riguarda la parte “esecutiva” della raccolta fondi il fondo per noi disponibile ha raggiunto quota 4351 euro.

Le donazioni  da 250 e 500 euro saranno restituite (2500 euro)  al netto dei costi di transazione (persone che non ringrazierò mai abbastanza e alle quali chiedo personalmente scusa per l'illusione provocata).

Le quota restanti (circa 1851 euro) non basterà nemmeno per coprire il costo annuale (già anticipato) per tenere on line il sito per un anno. Ringrazio infinitamente tutti i donatori.

Per quanto riguarda noi, abbiamo già scritto il 26 settembre scorso tutto quello che c'era da scrivere, consapevoli di aver sempre fatto scelte tenendo presenti interessi superiori e diffusi ed, in una parola, tendendo sempre al “giusto”.

Ma oggi anche fare la cosa giusta è… sbagliato e per questo pagheremo carissimo.

Impareremo la lezione e allo stesso tempo ringraziamo tutti voi per averci fornito le risposte, certe e incontrovertibili, che cercavamo  sul nostro lavoro e sul nostro impegno senza sosta di questi anni.

Grazie a questa esperienza di 13 anni (che umanamente e personalmente è stata devastante) abbiamo imparato molto, forse troppo.

Andremo sempre fieri di aver preferito la morte alla contaminazione e al degrado imposto dal mondo.


Alla fine può darsi che la verità sul nostro destino fosse già scritta nel nome: siamo arrivati troppo “prima”, cioè in un tempo sbagliato, acerbo e immaturo,  in una terra (“da noi”) ancora zavorrata, impreparata e refrattaria, non tanto ai cambiamenti, quanto ai miglioramenti.

Abbiamo cercato di raccontarlo in questi anni con la speranza di creare la consapevolezza che sapere volesse dire “potere” ma ci siamo sbagliati.

Paghiamo noi che falliamo ma pagate anche voi (magari senza accorgervene).

Incassano pochi feudatari ma solo grazie ai tanti vassalli sottomessi.  


Addio (e in un batter di ciglia sarà come se nulla fosse mai accaduto).


Alessandro Biancardi