ULTIM'ORA

Morto Sergio Marchionne

Sue condizioni irreversibili da giorni

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

634

Fca. Marchionne: «scandalo dieselgate Usa non pesa, la fusione ci sarà»

ZURIGO. E' morto Sergio Marchionne. Lo si apprende da fonti a lui vicino.

"E' accaduto, purtroppo, quello che temevamo. Sergio, l'uomo e l'amico, se n'e' andato. Penso", commenta il presidente John Elkann, "che il miglior modo per onorare la sua memoria sia far tesoro dell'esempio che ci ha lasciato, coltivare quei valori di umanita', responsabilita' e apertura mentale di cui e' sempre stato il piu' convinto promotore. Io e la mia famiglia gli saremo per sempre riconoscenti per quello che ha fatto e siamo vicini a Manuela e ai figli Alessio e Tyler. Rinnovo l'invito a rispettare la privacy della famiglia di Sergio".

Marchionne, 66 anni, erano nato a Chieti, figlio di un carabinieri, è cresciuto in Canada ed era residente in Svizzera. Era entrato nel consiglio di amministrazione di Fiat nel 2003 e il primo giugno 2004, dopo la morte di Umberto Agnelli, era stato nominato amministratore delegato del gruppo torinese al posto di Giuseppe Morchio.

Sarà ricordato come l'imprenditore che nel 2004 ha salvato la Fiat dal fallimento e l'ha trasformata nel settimo gruppo automobilistico mondiale.

Ma è anche l'uomo dei piani industriali ambiziosi, "non per deboli di cuore", presentati con il sottofondo musicale del jazzista afroamericano Bobby McFerrin.

Passeranno alla storia l'acceso scontro sindacale nelle fabbriche, la svolta nelle relazioni industriali con l'uscita da Confindustria, l'alleanza con Chrysler benedetta dalla Casa Bianca.

Laureato in filosofia all'Universita' di Toronto (Canada), il manager successivamente aveva completato gli studi in legge alla Osgoode Hall Law School of York University (con il massimo dei voti) e aveva ottenuto anche un master in business administration (Mba) presso l'University of Windsor.

Marchionne, oltre quello di ad di Fca, ricopriva gli incarichi di presidente e amministratore delegato di Ferrari, e di presidente di CnhI.

Il primo giugno scorso a Balocco aveva 'firmato' il nuovo piano industriale che disegna il futuro del gruppo fino al 2022. Il 26 giugno scorso la sua ultima apparizione pubblica, a Roma, in occasione della cerimonia per la consegna della Jeep Wrangler ai carabinieri.

Come aveva piu' volte detto lui stesso, avrebbe dovuto lasciare l'incarico il prossimo anno con l'assemblea dei soci chiamata ad approvare i conti del 2018. Sotto la guida del manager con il pullover nero il mondo Fiat e' profondamente mutato, passando da un momento importante di incertezza, con scenari che andavano dalla cessione ad altri gruppi fino al possibile fallimento, fino a diventare quello che oggi; uno dei principali leader del comparto automobilistico internazionale.

Un ruolo che si e' ritagliato soprattutto con l'acquisto a inizio 2009 del 35% di Chrysler, senza spendere neanche un euro in contanti, il vero e proprio capolavoro finanziario e industriale del manager italo-canadese. 

Successivamente, attraverso vari passaggi, la quota in Chrysler cresce progressivamente fino ad detenere il 100% del capitale della casa di Detroit al primo gennaio 2014. Nell'agosto dello stesso anno nasce ufficialmente Fiat Chrysler Automobiles, sintetizzato nell'acronimo Fca, che significa il settimo produttore mondiale di auto, con in pancia marchi del calibro di Ferrari, Alfa Romeo, Jeep, Ram, Dodge.

Un cammino scandito da alcune grandi operazioni (alcune delle quali ancora in via di realizzazione), a iniziare dal rilancio di Jeep, divenuta ormai il gioiello della corona di FCA, passando per la rinascita di Maserati e la scommessa su una Alfa Romeo ''premium'', marchio caparbiamente negato ai concorrenti tedeschi.

In mezzo però, anche la delocalizzazione di numerose produzioni, con la conseguente chiusura di diversi impianti italiani, primo fra tutti quello siciliano di Termini Imerese che portò a una frattura in fondo mai sanata con i sindacati.

Molti i protagonisti che hanno sperimentato il ''tocco'' di un manager che non tollerava ostacoli sul proprio cammino: a iniziare da Luca Cordero di Montezemolo, diversissimo per storia e stile, uscito di scena dalla ''sua'' Ferrari 2014 alla vigilia dello sbarco a Wall Street.

VITA PRIVATA RISERVATISSIMA

Nonostante i riflettori, il manager italo- canadese è riuscito a mantenere uno stretto riserbo sulla sua vita privata, complice anche la scelta di mantenere in Svizzera la propria residenza, per l''esattezza nel cantone di Zugo, dove abitano anche la prima moglie Orlandina, italiana con origini canadesi, e i due figli Alessio Giacomo (che ha compiuto i suoi studi in Canada) e Jonathan Tyler. Dopo la fine del primo matrimonio Marchionne ha iniziato, nella più totale discrezione, una nuova relazione, nata all''interno dello stesso gruppo.
Molti gli aneddoti sul suo stakanovismo (come quello di muoversi con il jet privato da una parte all''altra dell''Atlantico a seconda delle giornate festive o lavorative) affiancato alla dedizione assoluta richiesta ai suoi collaboratori, seconda solo a quella che si era auto-imposto per portare avanti il proprio compito. D''altronde, proprio nell''ultima uscita romana, Marchionne aveva spiegato come nei Carabinieri si rispecchiavano "i valori con cui sono cresciuto e che sono stati alla base della mia educazione: la serietà, l''onestà, il senso del dovere, la disciplina, lo spirito di servizio''''.
Pochi gli hobby conosciuti (una passione per le Ferrari, che acquistava di tasca propria, e per la musica lirica) e un vezzo, ormai diventato ''mitico'', quello di presentarsi agli appuntamenti più importanti (persino alla Casa Bianca o al Quirinale) con un informale maglioncino blu, diventato il simbolo di un''era come fu l''orologio sopra il polsino di Gianni Agnelli. Fra le poche eccezioni, l''ultima uscita internazionale, quando lo scorso primo maggio al Balocco sotto il tradizionale pullover rivelò una cravatta. Era un impegno che aveva assunto per il giorno in cui FCA sarebbe stata senza debiti. Missione compiuta, prima di uscire di scena per una malattia che non dà tempo e che non perdona.

15 MINUTI DI SIRENE ALLA SEVEL

Suono delle sirene, silenzio e momenti di raccoglimento e di preghiera di tanti lavoratori. Anche la Sevel di Atessa si è fermata per 15 minuti in segno di lutto per la morte dell'ex Ad di Fca, Sergio Marchionne.

Alla notizia della sua scomparsa, il turno A del mattino ha bloccato immediatamente la produzione per 10 minuti, a cui è seguito l'omaggio e il ricordo di Marchionne per 15 minuti, dalle 14.30 alle 14.45, per il turno B pomeridiano. In nottata, dalla mezzanotte e mezza all' 1.45, sarà nuovamente riproposto l'omaggio di cordoglio al manager che fece visita alla Sevel il 9 luglio 2013, allorquando annunciò investimenti per la fabbrica record del furgone Ducato per 700 milioni di euro.