FUTURO NERO PETROLIO

Trivelle in Adriatico, parte la rivolta contro «piccoli burocrati ministeriali e politici delle lobbies»?  

Puglia e Abruzzo fanno fronte comune: «ci opporremo con chiunque voglia»

Redazione PdN

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MANIFESTAZIONE NO PETROLIO

MANIFESTAZIONE NO PETROLIO


ABRUZZO. Dopo il rigetto, da parte del Consiglio di Stato dei ricorsi di Abruzzo e Puglia presentati contro le autorizzazioni ministeriali per le ricerche di idrocarburi nel mare Adriatico con la tecnica air-gun proprio le due Regioni coinvolte si dicono pronte a dare battaglia. Ognuna a modo suo...


Più battagliero il governatore della Puglia, Michele Emiliano (che non lesina accuse al Governo uscente targato Pd), più moderato l’omologo abruzzese, Luciano D’Alfonso, eletto senatore due settimane fa nelle file del Pd e totalmente allineato alle posizioni renziane.


Emiliano in ogni occasione utile non nasconde il malessere, talvolta anche la rabbia e in questo caso se la prende con chi sposa certe politiche che mettono a rischio l’ambiente.

«Non c'è una sola voce a favore se non piccoli burocrati di un ministero», dice il governatore, «alcuni uomini politici collegati inevitabilmente alle lobby. Perché se si sblocca la possibilità di fare ricerche con air-gun nel nostro mare, grazie a provvedimenti politici, questi politici non possono che essere considerati dei lobbisti. Non sono altro».


Di sicuro per le due Regioni la sconfitta brucia.

Ma Emiliano avverte: «la partita non è chiusa, non è finita. Siccome grazie a Dio questo governo ha chiuso la sua storia, noi apriremo "un fronte anti-trivelle" con chiunque voglia, con qualunque forza politica che si impegni a modificare queste norme e a vietare l'uso dell'air gun».

D’Alfonso, invece, più serenamente e con toni conciliatori tipici di chi non ama fare il «contrarista» si augura che la sua nuova posizione romana porti qualche risultato giocato sulla mediazione diplomatica.

Non si capisce però cosa dovrebbe essere diverso oggi rispetto a quando si è ingaggiata la battaglia del referendum combattuta dal Pd sul fronte opposto ai territori e agli ambientalisti.

Cosa è cambiato oggi se non il verdetto delle elezioni politiche e, dunque, l’orientamento dell’elettorato che hanno aperto il viale del tramonto al Pd?

Per il momento D’Alfonso ha chiamato a raccolta il sottosegretario Mario Mazzocca, «il più raffinato conoscitore e battagliero in Abruzzo, e anche gli ambientalisti che hanno il senso delle cose».

Con loro D’Alfonso cercherà di rintracciare il bandolo della matassa per riprendere «la battaglia istituzionale». Di certo il nuovo Governo e il Parlamento, come suggerisce anche il Wwf, dovranno prendere una posizione chiara e decidere se Paese intenda ancora oggi, dopo l'Accordo di Parigi del 2015, favorire le fonti fossili ritardando le scelte a favore delle fonti rinnovabili e ponendo a rischio le nostre risorse naturali. E poi ancora: l’Italia vuole ancora sottovalutare gli impatti ambientali di queste attività, continuando ad alimentare un sistema di agevolazioni e sussidi che fa del nostro Paese un "paradiso fiscale" per le aziende petrolifere"?

«Farò pesare - avverte D'Alfonso - anche questo nuovo patrimonio di rapporti che abbiamo a Roma e con le istituzioni, per cercare di riprendere una battaglia. Non da soli, ma con altri e poi vediamo cosa si può aggiungere. Non sono meravigliato del pronunciamento del Consiglio di Stato, ma mi voglio meravigliare del lavoro che faranno le istituzioni attive, Parlamento e ministeri, perché noi siamo nella condizione di potere rieducare la condotta giusta di ministeri e Parlamento».

D’Alfonso spiega che si spenderà personalmente «come mi sono speso in quel famoso dicembre per avere la norma nuova contro 'Ombrina di ferro'. Quella norma nuova - conclude - è stata il risultato di Regione Abruzzo» .


 

PUGLIA IN PRIMA LINEA

La Puglia, assicura Emiliano - sarà di nuovo in prima linea e dice che si muoverà solo per difendere il mare della Puglia dall'air gun, «un sistema che utilizza bombe di aria compressa che mira a stabilire dove è più probabile si possa trovare un giacimento petrolifero. A Emiliano è stato poi chiesto se fosse praticabile la strada di una legge regionale per opporsi alle autorizzazioni.

Per Emiliano, insomma, non c'è nessuna giustificazione economica, nè di altra natura, che giustifichi soprattutto nel mare Adriatico che è piccolissimo, poco più che un lago, non solo l'utilizzo dell'air-gun ma anche l'implementazione dei campi di ricerca.

«Perché - ha rilevato - qui il dramma è che il danno è immediato, con l'utilizzo dell'air gun. E se per ipotesi la ricerca ha successo il danno è ancora maggiore Perché - ha detto - si iniziano campagne di ricerca che, a causa del referendum, sono infinite. Perché l'unico quesito residuo dei sei, che grazie a Dio furono ritirati, è quello sulla eliminazione del termine delle concessioni per le estrazioni minerarie».

Per Emiliano se qualcuno vuole fare ancora analisi del voto, potrebbe partire dal referendum sulle trivelle per  rendersi conto di quanta gente vive sul mare, di quanta gente ha cultura del mare, di quanta gente ha capito perfettamente quale era il disprezzo del governo nei confronti del mare. E quindi per difendere il mare si va a votare.



CISL: SENTENZA BUON SENSO

La pensa in maniera opposta, invece, il Segretario confederale della Cisl, Angelo Colombini, secondo cui opporsi alla ricerca degli idrocarburi, «di cui siamo importatori per il 90%, anche in aree marine a distanza dalla costa di 12 miglia, pari a 22 km circa significa arrecarsi del male contro ogni buon senso. Il nostro paese è leader in Europa e nel mondo per la produzione di energia da fonti rinnovabili. E continuerà ad esserlo anche con la nuova Strategia Energetica Nazionale».

«Ma ciò non toglie - prosegue il sindacalista - la necessità per i prossimi 30 - 40 anni ad avere anche un forte fabbisogno di combustibili come il gas a minore contenuto di anidride carbonica e pronto all'uso, per bilanciare le intermittenze delle forniture delle rinnovabili. Per cui l'eventuale disponibilità di gas nel nostro territorio potrebbe addirittura accelerare la corsa verso le rinnovabili, perché potremmo investirvi più risorse se diminuisce l'esborso all'estero per la fornitura del gas. Invitiamo tutti ad essere più concreti ed ad essere veri tutori dell'ambiente e del benessere dei cittadini italiani, piuttosto che tutori di illusionistiche fantasiose difese del nulla».