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Grandi manovre sulla commissione d’inchiesta sulle banche, ma il Pd non ha fretta

Redazione PdN

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Grandi manovre sulla commissione d’inchiesta sulle banche, ma il Pd non ha fretta

Laura Boldrini


ROMA.  Nonostante l'impegno formale preso alle 15 nella riunione dei capigruppo, a sera il Pd non ha ancora comunicato alla presidente della Camera Laura Boldrini i nomi dei membri dem per la commissione d'inchiesta sulle banche.

Se ne riparla oggi ma il rinvio scatena ancora di più M5S e Fi per i quali il Pd fa "melina" per impedire l'avvio di lavori dell'organismo che dovrebbe far luce sugli scandali e sui malfunzionamenti bancari degli ultimi 20 anni.

A luglio la Camera ha votato il via libera alla commissione bicamerale composta da 20 deputati e 20 senatori. Ma, complice anche la pausa estiva, alcuni gruppi, il Pd in testa, non hanno comunicato alle presidenze i nomi dei propri rappresentanti.

Dopo il tam tam delle opposizioni, che vedono nel ritardo del Pd la volontà di abortire i lavori della commissione, vista anche la scadenza della legislatura, oggi i dem si sono impegnati a fare i nomi in serata.

Ma gli equilibrismi tra correnti e le discussioni interne hanno impedito al Pd di tagliare il traguardo entro la fine della giornata.

"Il Pd dica chiaramente - attacca l'azzurra Sandra Savino - che non ha alcuna intenzione di procedere con la commissione d'inchiesta sul sistema bancario e finanziario e la smetta di prendere in giro gli italiani e di offendere il Parlamento".

Come gesto di protesta, M5S sta valutando "l'ipotesi di sospendere la partecipazione ai lavori di commissione finché il Pd e la maggioranza non smetteranno di fare melina". Il Pd da mesi rivendica la presidenza della commissione e nella scelta dei 16 commissari si dovrà valutare il profilo ritenuto più adatto anche se le opposizione alzeranno le barricate per impedire che a guidare l'organismo sia un parlamentare del partito di maggioranza. Nella commissione entrerà, come chiesto da Matteo Renzi, il presidente del Pd Matteo Orfini ma è difficile che faccia il presidente.

Nei rumors di Transatlantico girano i nomi, nel caso in cui la spuntasse il Pd, del presidente della commissione Finanze del Senato Mauro Marino e quello del senatore di minoranza Giancarlo Sangalli. Ma il timore dei vertici istituzionali è che la commissione, più che un'inchiesta parlamentare, diventi solo un agone di rissa pre-elettorale con le opposizioni all'attacco su Banca Etruria e il Pd contro le commistioni politica-banche degli anni berlusconiani.