Lanciano, il sindaco non firma l’impegno per una minore pressione fiscale

Cittadini delusi e “sconfitti”

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Lanciano, il sindaco non firma l’impegno per una minore pressione fiscale
LANCIANO. Gli hanno chiesto uno sgravio fiscale. Gli hanno chiesto di sottoscrivere un documento-impegno- aiuto, visti i tempi di crisi.

Il sindaco di Lanciano, Mario Pupillo ha teso la mano ai cittadini che ieri sera lo hanno incontrato; ma non ha firmato. Il suo impegno per ora è solo a parole. «C’è stata una leggera apertura alla comprensione», hanno commentato i Verdi,«della grave situazione; sindaco ed assessore alle Finanze, si sono resi disponibili a trovare forme di compensazione ai gravi disagi creati».
I cittadini hanno infatti rappresentato al sindaco i loro problemi: difficoltà nel pagare gli arretrati Ici per gli anni 2009, 2010, 2011 sulla base di valori attribuiti ai terreni (per cui hanno chiesto la rateizzazione il più a lungo possibile dei pagamenti della tassa) e gli hanno chiesto di tenere ai minimi di legge le aliquote Imu e Irpef, di non aumentare del 52% la tassa sui rifiuti (Tarsu). Tra le richieste ci sono anche una seria, puntuale, precisa, approfondita ricognizione di tutti i settori del Comune di Lanciano alla ricerca degli eventuali sprechi e spese/costi inutili; il recupero crediti per gli affitti che non vengono pagati al Comune ed il recupero dei pagamenti delle varie utenze.
«Spero che il sindaco abbia compreso il senso della manifestazione di 2 settimane fa», ha detto il consiglere Alex Caporale riferendosi alla protesta pubblica del 14 luglio scorso, «che ha visto la partecipazione di una grande folla di cittadini che per la prima volta in vita loro sono scesi in piazza: una manifestazione non contro l’amministrazione comunale ma una manifestazione per cercare di far capire gli errori che si stanno commettendo se si insiste sulla linea dell’accanimento fiscale».
All’incontro di ieri è intervenuta anche Antonella Franceschini, residente a S.Onofrio ed imprenditrice agricola e rappresentante del Comitato Citttadino “Bene Comune”: «con questa grave crisi economica che si vive in tutte le famiglie», ha detto, «un’accanimento economico di questo genere era impensabile, fuori da ogni previsione. Sono una giovane imprenditrice agricola ma in questo modo mi stanno dicendo di rinunciare al mio futuro, oltre al fatto che ho serie difficoltà a poter continuare l’Università. Tutto quanto immaginavo per la mia attività e per il mio futuro e su cui mi stavo indirizzando, è stato buttato al macero».