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Banche: in Abruzzo tagliati 114 sportelli negli ultimi 7 anni

Personale di rete sceso di 734 unità

Redazione PdN

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Banche: in Abruzzo tagliati 114 sportelli negli ultimi 7 anni

ABRUZZO. Non si arresta il taglio degli sportelli bancari in Italia che, in sette anni sono 6.289 in meno, con «383 Comuni rimasti totalmente privi di banche».

E' quanto rileva un'indagine del sindacato First Cisl secondo cui «il personale di rete è sceso nel periodo di oltre 26mila unità».

In Abruzzo dal 2010 ad oggi sono stati cancellati 114 sportelli (il 16,3%) e si è passati dai 702 a 587. Il personale di rete è sceso in regione di 734 unità (17,9%). Si è passati dai 12,5 sportelli ogni 10 mila famiglie a 10,5, e da 7 sportelli ogni mille imprese a 6.

Per il segretario Giulio Romani «i top manager giustificano l'abbandono del territorio con l'avanzata del digitale, ma è un pretesto, perché il ritmo delle chiusure dalla fine del 2010 è stata del 18,7% contro un calo di accessi alle agenzie solo del 7,5%. Mirano a tagliare i costi».

 

AREE SGUARNITE

A restare sguarnite di filiali bancarie «sono le aree marginali, abitate da una popolazione più anziana, che si trova costretta a mantenere in casa maggiore disponibilità di contante e questo rischia di aprire la strada alla microcriminalità: il problema sociale è evidentemente sottovalutato.

Altrettanto sottostimato - spiega la First - è l'impatto sull'economia locale: sette anni fa c'erano 7,6 sportelli ogni 1.000 imprese, ora sono solo 6,2. In alcuni casi le chiusure sono incomprensibili: per esempio, dall'anno scorso Calice al Cornoviglio, in Liguria, è priva del servizio bancario nonostante la zona, la Val di Vara, sia diventata celebre come la vallata del biologico

 

DISTRIBUZIONE DI PRODOTTI FINANZIARI

«La verita' e' che le banche si sono trasformate in distributori di prodotti finanziari di massa», contesta il sindacato, «come vendessero telefonini o abbigliamento, e dunque mirano soprattutto a tagliare i costi. Cosi' e' inutile sperare nella ripresa dell'economia, urge una riforma socialmente utile del sistema bancario e l'occasione per avviarla e' il prossimo rinnovo dei contratti nazionali».

 

2017 L’ANNO NERO

Il dato piu' impressionante - sottolinea il responsabile dell'Ufficio Studi di First Cisl, Riccardo Colombani - e' che piu' di un quarto delle filiali perse negli ultimi sette anni e' stato chiuso nel solo 2017.

A fine 2010 c'erano 33.663 agenzie bancarie, il 31 dicembre scorso erano scese a 27.374 e ben 1.653 chiusure si sono concentrate nel 2017.

In un solo anno siamo scesi da 48 a 45 filiali ogni 100 mila abitanti. Se si andasse avanti a questo ritmo in una quindicina d'anni non ci sarebbe piu' alcuna presenza fisica delle banche sul territorio.



 BANCA ELETTRONICA

«La banca elettronica – prosegue Colombani – ormai ha raggiunto la saturazione: abbiamo mediamente più di un contratto home banking per famiglia (sette anni fa ne disponevano solo 68 famiglie su 100) e 71 imprese su 100 sono connesse on line con la loro banca (erano 46 nel 2010). Eppure gli italiani continuano ad entrare in filiale: in 26 milioni si rivolgono tuttora a uno sportello bancario, il 51,7% della popolazione maggiorenne. Il problema è che il crollo del numero dei dipendenti bancari ha come ricaduta un rallentamento del servizio, tant’è che il 15% dei clienti dichiara di dover fare una coda superiore ai 20 minuti contro il 14% del 2011: è come se si trattasse di una strategia delle banche per far entrare meno gente possibile in filiale e poter continuare così le chiusure indiscriminate e il taglio del personale» .