IMPRESE

Dayco annuncia 135 esuberi: subito sciopero di 24 ore

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

1733

Dayco annuncia 135 esuberi: subito sciopero di 24 ore

 

 

ABRUZZO. Sciopero di 24 ore a partire dalla mezzanotte di domani fino a sabato 8 luglio nei siti di Chieti e Manoppello della Dayco, dopo l'annuncio dell'azienda di 135 esuberi: è quanto deciso dai sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil al termine di un incontro presso Confindustria Chieti-Pescara con la delegazione aziendale composta dal CEO, Nick Orlando, il manager delle risorse umane, Silvana Roatta, il plant manager Carlo Fulgenzi, Confindustria, lo studio legale e le segreterie regionali dei sindacati oltre alle Rsu di Chieti e Manoppello.

Le segreterie e le RSU si riservano di comunicare alle maestranze i contenuti dell'incontro in una assemblea unica che si svolgerà domani alle 11 davanti ai cancelli dello stabilimento 1 di Chieti Scalo. Le organizzazioni sindacali si dichiarano disponibili ad un confronto che non abbia come oggetto gli esuberi citati.

 

Preoccupazione è stata espressa da Daniele Licheri, Segretario Regionale Sinistra Italiana Abruzzo, «La dirigenza Dayco aveva detto che nel processo di riorganizzazione in corso non ci sarebbero stati esuberi, ma solo spostamenti da un sito industriale all'altro all'interno del gruppo. Anche noi, come i Sindacati, vorremmo vederci chiaro.  Siamo alle solite, si ricorre alla riduzione del personale adducendolo come soluzione per recuperare competitività: come se l'unico modo per abbassare i costi di un'impresa sia tagliare il personale. Gli operai non sono una merce, da spremere finché servono e poi buttare via.  Tutto questo senza mostrare uno straccio di piano industriale. E chiaro che così si crea il panico e il futuro diventa nero.

Oltre ad  essere solidali con i lavoratori e con i sindacati che hanno fatto bene ad indire 4 giorni di mobilitazione, stamattina il nostro deputato Giovanni Paglia ha depositato un'interrogazione parlamentare per chiedere al ministro di intercedere e avere delucidazioni sul piano industriale ai vertici aziendali, coinvolgendo fin da subito  i sindacati e la Regione Abruzzo».

 

DI PRIMIO: «CONSEGNO LA MIA FASCIA DA SINDACO AL PREFETTO»

«Uno scippo al territorio, un'ulteriore batosta sulla già provata economia locale, una vergogna il modo in cui non vi sia rispetto per le istituzioni da parte di questa azienda che già si era seduta al tavolo con la Regione per trovare una soluzione».

Così i sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, «una grande irresponsabilità mettere alla porta chi ha fatto grande questi stabilimenti senza curarsi del futuro del territorio e delle famiglie. Il mio è un appello all'unità affinché tutti, al tavolo del Ministero siano consapevoli che la salvaguardia dei posti di lavoro del nostro territorio sono un'emergenza nazionale e non soltanto locale. Quale segno di protesta e tangibile solidarietà nei confronti dei lavoratori consegno la mia fascia da sindaco al Prefetto di Chieti e nelle sue mani rimarrà fin quando questa vicenda non sarà trattata con la giusta attenzione da parte del Governo e sarà restituito rispetto al territorio e ai lavoratori da parte dell'azienda».