RIVOLUZIONE A PERDERE

Ceta, Pd e Fi votano il trattato della discordia che cambierà l’economia italiana

Da commissione Senato primo via libera, ma restano tanti dubbi

Redazione PdN

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Ceta, Pd e Fi votano il trattato della discordia che cambierà l’economia italiana

ROMA. "Il Trattato Ceta di libero scambio tra il Canada e l'Unione Europea è un grande passo avanti di collaborazione concreta ed è importante per l'economia del Canada e della Ue". Sergio Mattarella, pur non entrando nel merito di un accordo transatlantico che presenta luci e ombre, benedice la cornice generale di un Trattato - già siglato dal Parlamento europeo - che rientra in quell'ottica di apertura dei mercati e di abbattimento dei dazi chiesti da protezionismi nazionalisti.

E la benedizione del capo dello Stato all'impianto generale del Trattato viene proprio dal Canada dove il presidente della Repubblica si trova per una visita di Stato che ha l'obiettivo di cementare le già ottime relazioni bilaterali. Ma in Italia non è tutto così facile: contro l'adozione del Ceta (sono chiamati a esprimersi tutti i Parlamenti dell'Unione europea) si sta costruendo un agguerrito fronte bipartisan di contrari che va dalla Sinistra ai Cinque stelle, dalla Lega nord a Fratelli d'Italia, passando per una serie di associazioni di categoria come la Coldiretti. Senza contare la netta contrarietà della Cgil.

A dare fuoco alle polveri di una polemica che da tempo covava sotto le ceneri è stato il voto della Commissione Esteri del Senato che ha dato il via libera al Trattato che ora passerà all'esame dell'aula.

Un parere importante perchè, è bene ricordarlo, il Trattato deve essere approvato da tutte le Camere dell'Unione europea e per adesso solo da Lettonia e Danimarca è venuto il voto favorevole.

Per cui l'Italia potrebbe essere il primo grande Paese europeo a formalizzare il Trattato.

Al di là della complessità delle norme e delle criticità principali che riguardano il settore agroalimentare e la protezione delle specificità, oggi ad alimentare la polemica è stato il voto congiunto di Pd e Forza Italia. «Scandalo al Senato: in commissione esteri inciucio tra Pd e Fi sulla pelle dei nostri agricoltori e sulla salute di tutti gli italiani», ha subito commentato il segretario della Lega nord Matteo Salvini.

I Cinque stelle battono invece sul rischio criminalità organizzata: «il Ceta è stato approvato in commissione Esteri nonostante le nostre proteste e la richiesta, all'inizio della seduta, di riaprire le audizioni per ascoltare i procuratori Gratteri e Ruberti, a proposito delle loro dichiarazioni sulle infiltrazioni mafiose in Canada. Con il Ceta è possibile che i traffici della 'ndrangheta si nutrano di nuovi scambi con l'Europa e l'Italia», affermano i senatori M5s.

A difendere la bontà del Trattato ci hanno pensato il sottosegretario agli Esteri Benedetto della Vedova e Pierferdinando Casini. «Il Ceta è un accordo commerciale di nuova generazione, con il massimo delle garanzie sugli standard sanitari, ambientali e in materia di lavoro tra la UE e un paese, il Canada, che assicura tutele di altissimo livello in tutti questi settori», ha garantito il primo. Mentre Casini, presidente della Commissione Esteri del Senato parla di «una gigantesca campagna di mistificazione» che sta correndo in rete.




GREENPEACE: «VERGOGNOSO AUTOGOL, A SCAPITO DI DIRITTI, SALUTE, AMBIENTE E AGROALIMENTARE ITALIANO»

Nonostante l’affollato presidio di ieri in Piazza del Pantheon a Roma, la maggioranza dei senatori della Commissione Affari esteri del Senato (Partito Democratico e Forza Italia) ha votato contro la sospensiva relativa al CETA.

 

«Il voto di oggi in Commissione Affari Esteri del Senato è un vergognoso autogol a scapito di diritti, salute, ambiente e dell’agroalimentare italiano», dichiara Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura e Progetti speciali di Greenpeace Italia. «La politica commerciale europea e nazionale deve diventare un volano per rafforzare i nostri diritti sociali e la salvaguardia del Pianeta, non uno strumento per favorire i profitti di pochi, a scapito dei cittadini. Questo accordo è e sarà inaccettabile fino a quando non avverrà un vero cambio di rotta».

 

Secondo Greenpeace, per un sistema commerciale trasparente, giusto ed equo, la globalizzazione deve essere governata da regole. Queste regole devono rispettare i valori nazionali e culturali, tutelare l’ambiente e la salute, consentire uno sviluppo sostenibile e attuare efficacemente gli obiettivi degli accordi delle Nazioni Unite quali l'Accordo sul clima di Parigi, la Convenzione sulla Biodiversità e gli obiettivi di sviluppo sostenibile. I trattati ambientali, gli accordi sui diritti umani e gli standard internazionali del lavoro devono avere la precedenza sulle norme commerciali. Per questo l’organizzazione ambientalista ha definito dieci principi per garantire che il commercio operi a favore delle persone e del Pianeta e non per abbattere i diritti.