SEGRETI BANCARI

Primo ok a bicamerale su commissione inchiesta fallimento banche

Un anno per chiudere. Inchiesta su dissesti, risoluzioni, aiuti Stato

Redazione PdN

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MONTECITORIO


ROMA.  Primo passo per la commissione d'inchiesta sulle banche che potrà agire ad ampio raggio, dagli istituti sostenuti dalla mano pubblica a quelli in risoluzione. Il ddl che istituisce la bicamerale ha avuto il primo via libera dalla commissione Finanze del Senato, che ha dato il mandato al relatore a riferire in Aula nei prossimi giorni, anche se ancora non c'è una data certa, visto che il testo è in calendario ma insieme a una serie di altri provvedimenti. Mentre il governo si dice soddisfatto del varo, auspicando, sottolinea il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta, che i lavori comincino "rapidamente", arrivano invece polemiche dalle opposizioni. La Lega non ha votato il mandato al relatore, mentre per il Movimento 5 Stelle non sono state prese nella giusta considerazione da un lato la necessità di legare alla legislatura la bicamerale, in modo da "dare risposte ai cittadini sui dissesti" come dice Alberto Airola e dall'altro, come sottolinea Laura Bottici, di prevedere l'incompatibilità per deputati e senatori che abbiano avuto in passato rapporti con gli istituti di credito. Ecco in sintesi come sarà la bicamerale:


- 40 COMPONENTI, UN ANNO PER CHIUDERE: la bicamerale sarà composta da 20 deputati e 20 senatori e avrà un anno di tempo per completare i suoi lavori. Con un ordine del giorno è possibile che l'orizzonte temporale venga legato alla legislatura, in modo da produrre comunque dei risultati. In ogni caso ogni periodicamente andrà presentata una relazione al Parlamento. La commissione avrà gli stessi poteri della magistratura, potrà decidere quali atti e documenti raccolti possano essere divulgati e potrà avvalersi della polizia giudiziaria. Le spese (massino 150mila euro che possono essere aumentati fino a un massimo del 30% dai presidenti delle Camere) saranno a carico dei bilanci interni di Camera e Senato.


- PLATEA AMPIA, DA DISSESTI A RISOLUZIONE: con un emendamento del relatore è stato ampliato l'ambito di competenza inizialmente limitato alla verifica della gestione degli istituti in crisi o finiti sotto l'ombrello pubblico, come accadrà a Mps, che ha già fatto richiesta di ricapitalizzazione precauzionale, e probabilmente alle due venete. Ma si indagherà anche sulle banche finite in risoluzione, che al momento sono le vecchie Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti.


- FARO SU COMPENSI MANAGER E VENDITE AL RETAIL: la commissione potrà indagare su modalità e strumenti adottati dagli istituti per la raccolta, con particolare attenzione alla "correttezza" della vendita di prodotti alla clientela retail, soprattutto di obbligazioni, ma anche sui modelli di gestione e sui criteri adottati per la remunerazione dei manager.


- SI INDAGA ANCHE SU EFFICACIA REGOLE E VIGILANZA: la commissione avrà anche il compito di verificare "l'efficacia" della vigilanza, sia sul fronte della prevenzione dei rischi sia su quello della tutela della "trasparenza" dei mercati e sull'adeguatezza delle norme italiane ed europee, comprese quelle sulla vigilanza, "anche ai fini della prevenzione e gestione delle crisi bancarie".