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Ubi acquista le good banks: ieri guadagna 9% in Borsa

Cariferrara in mirino Bper

Redazione PdN

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Ubi acquista le good banks: ieri guadagna 9% in Borsa

MILANO.  Le pagherà un euro, ma a Ubi Banca le good bank potrebbero fruttare 1,2 miliardi di utili netti per il 2020, contro i 900 milioni stimati nel 'vecchio' piano industriale. D'altronde, il ceo dell'istituto lombardo, Victor Massiah, lo ha sempre detto che non pensava a salvataggi e che l'acquisizione di Nuova Banca delle Marche, dell'Etruria e Carichieti ci sarebbe stata solo se avesse creato valore.

Ora che l'operazione è a pochi metri dal traguardo, i numeri sono stati messi sul piatto. In Borsa Ubi ha festeggiato, chiudendo in rialzo del 9% a 3,088 euro.

Buone notizie dall'Agenzia delle Entrate che chiarisce: niente tasse sugli indennizzi delle obbligazioni delle quattro banche oggetto del decreto "Salva banche".

Sotto il profilo fiscale, infatti, spiegano le Entrate, si tratta di un reintegro patrimoniale che non ha, conseguentemente, rilevanza ai fini delle imposte.

La dote delle good bank consiste in 900 mila clienti, 14,2 miliardi di impieghi lordi, 18,5 miliardi di raccolta diretta e 7,5 miliardi di raccolta indiretta.

Ubi ha stimato che questo le permetterà di incrementare di oltre l'1% la quota complessiva di mercato, sia in termini di impieghi a imprese e famiglie - al netto delle sofferenze - sia in termini di raccolta diretta. Tra i vantaggi per Ubi, anche la possibilità di sfruttare 600 milioni di crediti fiscali e di coprire aree geografiche in cui non è presente. I sindacati, però, temono un taglio del 30% dei 4.800 dipendenti delle tre banche, entro il 2020. L'offerta che il Gruppo lombardo ha presentato al Fondo nazionale di risoluzione, attuale proprietario delle good bank, scadrà il 18 gennaio.

Il 17 il direttorio di Bankitalia valuterà la proposta e, salvo colpi di scena, darà il via libera. Entro 90 giorni dovranno poi arrivare quelli di Bce e Ue.

«Siamo ottimisti», ha detto Massiah che, anche dopo l'acquisto delle good banks, per il dividendo del 2017 prevede di «mantenere lo stesso livello dello scorso anno».

L'acquisto è subordinato a un aumento di capitale da 450 milioni per le tre good banks e da 400 milioni per Ubi banca, in modo da mantenere, già dal 2017, un livello di Cet1 Fully Loaded superiore all'11%.

Non solo, è condizionato alla cessione, da parte di Nuova Banca delle Marche, dell'Etruria e Carichieti, di circa 2,2 miliardi di euro di crediti deteriorati, di cui si farà carico il Fondo Atlante.

«Io sono ottimista - ha detto il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan - poi se sbaglio non so, ma sono convinto che alcune operazioni che stanno andando in porto siano importanti in sé e per il sistema».

Le banche, ha aggiunto, sono a «un punto di svolta positivo», mostrano «segnali importanti del fatto che il sistema sta voltando pagina».

Resta da risolvere la cessione della quarta good bank, CariFerrara, che è nel mirino di Bper. Il cda della banca emiliana ha esaminato il dossier anche nel cda di oggi, ma per una svolta ci sarà invece da aspettare almeno un paio di settimane.

Mentre il sistema economico guarda al futuro delle good bank, i risparmiatori aspettano risposte sulle 'vecchie' Banca Marche, Etruria, Cariferrara e Carichieti. Il ministro Padoan ha detto di stimare «che saranno circa 190 milioni» i rimborsi automatici che, «quando tutte le pratiche verranno espletate», saranno stati erogati agli obbligazionisti retail.


E intanto arriva un’altra notizia per i clienti beffati dal bail in: niente tasse sugli indennizzi delle obbligazioni delle quattro banche oggetto del decreto "Salva banche".

L'Agenzia delle Entrate chiarisce infatti che non è tassabile l'indennizzo erogato dal Fondo di Solidarietà istituito appositamente dalla legge di Stabilità 2016 «per gli investitori persone fisiche che, avendo acquistato obbligazioni dalle banche insolventi oggetto dell'intervento dello Stato, sono stati risarciti con un indennizzo erogato in via forfetaria a seguito di un'apposita istanza, oppure a conclusione di una procedura arbitrale».

Sotto il profilo fiscale, infatti, spiegano le Entrate in una nota, si tratta di un reintegro patrimoniale che non ha, conseguentemente, rilevanza ai fini delle imposte.