IL FUTURO

Maxi appalto contact center Inps-Equitalia, «vincerà la società più spregiudicata»

L’allarme di Venanzio Cretarola (Lavoria@mo per L’Aquila)

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

1944

Maxi appalto contact center Inps-Equitalia, «vincerà la società più spregiudicata»

L’AQUILA. C’è allarme tra i lavoratori di call center de L’Aquila per la nuova gara d’appalto per il servizio di Contact Center Inps Inail Equitalia

L’affidamento del servizio aggiudicato nel 2010 è scaduto il 15 giugno 2016 ed è stato prorogato fino al 31 dicembre 2016. Adesso partirà la nuova gara.

L’aggiudicazione passata era andata alla società Transcom (con sede anche a L’Aquila). Proprio quell’appalto nei giorni scorsi ha portato all’arresto di Roberto Boggio, titolare della società e considerato il re dei call center. E’ stato arrestato a Milano dalla Guardia di Finanza per fatture false in relazione a subappalti con società del faccendiere Raffaele Pizza.

Secondo l’accusa i costi del mega-appalto per la gestione del call center di Inps-Inail dal 2010 al 2016 sarebbero lievitati da 120 milioni a 450 milioni di euro.

Adesso che quell’appalto è scaduto ci sarà una nuova gara.

Ma non è tranquillo Venanzio Cretarola, ex amministratore unico di Teramo Lavoro e presidente dell’associazione Lavori@amo per L’Aquila promossa dai lavoratori dei Contact Center, settore che con i suoi 1.800 addetti costituisce il maggiore polo occupazionale del capoluogo abruzzese.

A preoccupare sono i criteri di aggiudicazione per il nuovo bando di gara relativo ai volumi di traffico telefonico attuali pari a 1.900.000 contatti al mese.

«L’aspetto allarmante», come lo definisce Cretarola, riguarda la determinazione dei punteggi relativo al lotto che comprende il “Servizio operatori e infrastruttura a supporto”: 60 punti su 100 per l’offerta economica e 40 punti su 100 per l’offerta tecnica.

Il Servizio è costituito per il 95 % dal costo del lavoro degli operatori: «questa decisione comporterebbe una gara giocata quasi esclusivamente sul massimo ribasso del costo del lavoro», denuncia Cretarola.

«Ciò non può che portare da un lato ad una drastica riduzione della quantità e soprattutto della qualità del servizio, dall’altro ad una micidiale corsa al ribasso del costo del lavoro partendo da una base d’asta inevitabilmente molto al di sotto dei minimi contrattuali e di legge».

Vuol dire inoltre escludere totalmente la valutazione dei requisiti professionali degli operatori in un’attività che richiede una notevole preparazione ed esperienza professionale, per la quale lo stesso INPS ha speso notevoli risorse economiche in formazione continua e certificata degli addetti.

«Tale scelta è incomprensibile ed inaccettabile», continua Cretarola. Il rischio, secondo il presidente dell’associazione è che si penalizzeranno le aziende più serie. A giovarne potrebbero essere esclusivamente le imprese più “spregiudicate” che riterranno di poter contare su opinabili agevolazioni di varia natura o, peggio, su comportamenti elusivi delle normative vigenti.

Cretarola ricorda che il precedente Bando emanato 2008, per il medesimo servizio, prevedeva invece un punteggio relativo allo stesso parametro pari al 25 %.